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Cronaca 3 min di lettura10 ore fa

Giovani e lavoro, la sfida è restare: cosa cambia con il nuovo patto

Scuole, imprese artigiane e territori uniscono competenze e opportunità per contrastare l’esodo dei giovani e sostenere l’innovazione

Mettere in rete ITS Academy, università, centri di ricerca, incubatori, acceleratori, startup e imprese: è questa una delle direttrici del Protocollo d’intesa siglato tra il Ministero dell’Istruzione e del Merito e Confartigianato. L’obiettivo è trasformare la formazione in uno strumento concreto per trattenere competenze, sostenere l’innovazione e offrire ai giovani occasioni professionali vicino ai territori di origine.

Il progetto attribuisce un ruolo centrale anche al maestro artigiano e alla bottega-scuola, insieme alla diffusione delle esperienze già sperimentate con successo. Sono previste attività di orientamento per gli studenti della scuola secondaria di primo grado e per chi frequenta l’ultimo anno delle superiori, così da anticipare la conoscenza dei mestieri e delle possibilità occupazionali.


Un patto per non perdere talenti

La collaborazione nasce nel quadro della Convention annuale dei Giovani Imprenditori di Confartigianato, ma il suo significato va oltre l’appuntamento associativo. Il Protocollo mira a rendere più stabile il rapporto tra istituti scolastici, aziende artigiane e piccole e medie imprese, rafforzando orientamento, laboratori, tirocini, stage e apprendistato duale.

Il ministro Giuseppe Valditara ha sottolineato la necessità di portare gli imprenditori dentro le scuole per mostrare agli studenti e alle famiglie il valore sociale del lavoro artigiano. «Dobbiamo far conoscere alle famiglie le potenzialità straordinarie che il mondo dell’artigianato offre», ha affermato, collegando questa conoscenza alla possibilità di compiere scelte professionali più consapevoli.

Il documento “Generazione Artigiana”, presentato a Roma dai Giovani Imprenditori di Confartigianato, indica come priorità la possibilità per ragazze e ragazzi di scegliere il proprio percorso senza essere costretti a lasciare il luogo in cui sono cresciuti. Comunità, responsabilità, innovazione, passione e capacità di restare radicati nel territorio sono i valori richiamati nel manifesto.


La demografia mette il futuro alla prova

Le prospettive illustrate da Confartigianato mostrano la portata del problema. Tra il 2025 e il 2050 la popolazione under 35 in età lavorativa diminuirà del 18,8%: la contrazione sarà del 13% nel Centro-Nord e raggiungerà il 29,8% nel Mezzogiorno, dove mancheranno 953mila giovani.

Il quadro occupazionale aggiunge un ulteriore elemento di fragilità. Nel 2025 il tasso di occupazione degli under 35 si è fermato al 43,9%, contro il 60,2% della media dell’Unione europea, il dato più basso tra i Paesi dell’Unione.

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Nella fascia tra i 25 e i 34 anni risultano inattive 1,526 milioni di persone, pari al 24,7% della popolazione di quell’età. Tra loro figurano 406mila laureati, comprese 244mila donne: anche questo rappresenta il valore peggiore registrato in Europa.

A questi numeri si somma la mobilità verso l’estero. Dal 2016 al 2025 hanno lasciato l’Italia 170mila laureati tra i 25 e i 34 anni, mentre 53mila sono rientrati. Il saldo negativo è quindi di 117mila giovani qualificati, con una perdita media stimata in circa 32 talenti al giorno.


Formazione più vicina alle imprese

Il Protocollo concentra l’attenzione sugli Istituti Tecnici e Professionali, sulla filiera tecnologico-professionale 4+2 e sugli ITS Academy. La finalità è preparare competenze tecniche, digitali, ambientali e trasversali coerenti con l’evoluzione delle professioni e delle attività produttive.

Gli imprenditori saranno coinvolti nei percorsi di orientamento per aiutare gli studenti a conoscere direttamente lavori, professioni e sbocchi presenti nelle diverse aree del Paese. Gli Uffici scolastici e le associazioni territoriali di Confartigianato dovranno inoltre favorire accordi più numerosi tra scuole e aziende.

Confartigianato potrà mettere a disposizione esperti per eventuali lezioni esterne nella filiera tecnologico-professionale e intensificare i rapporti con le Fondazioni ITS Academy. Il disegno comprende anche il collegamento con università, ricerca e nuove imprese, in modo da unire formazione, produzione e sviluppo.

Riccardo Porta, presidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato, ha definito l’intesa uno strumento operativo per raccontare ai giovani il valore del fare impresa e incoraggiarli a costruire il proprio futuro in Italia. La sfida, ha spiegato, è impedire che il calo demografico si traduca anche in una riduzione di competenze, aziende e capacità produttiva.

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