Giancarlo Vestiti collabora con la giustizia nel caso Hydra
Il 58enne, ritenuto vicino ai Senese, è il sesto pentito nel processo milanese sulla mafia a tre teste.
Giancarlo Vestiti, 58 anni, ha deciso di collaborare con la giustizia nell’ambito dell’inchiesta Hydra. L’uomo, indicato dagli investigatori come referente del clan Senese tra Milano e l’hinterland, è imputato nel processo sulla presunta alleanza tra Cosa Nostra, ’ndrangheta e camorra in Lombardia.
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La decisione di Vestiti
La scelta è stata comunicata dai suoi legali a margine dell’udienza del procedimento con rito ordinario. Dopo aver intrapreso il percorso di collaborazione, Vestiti ha anche cambiato difensore e dovrebbe essere ammesso al programma di protezione previsto per chi fornisce informazioni alla magistratura.
Originario di Benevento, il 58enne era considerato uno dei nomi di maggior rilievo del gruppo collegato ai Senese. Secondo quanto emerso da precedenti verbali, avrebbe aspirato a guidare il consorzio criminale che, stando all’accusa, riuniva esponenti di diverse organizzazioni mafiose attive in Lombardia.
Vestiti era stato arrestato alla fine di maggio, dopo un lungo periodo trascorso ai domiciliari. Per la Procura, quella misura sarebbe stata ottenuta attraverso documentazione medica non veritiera. Nei mesi successivi i pubblici ministeri avevano inoltre chiesto per lui l’applicazione del 41-bis, poi disposta dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria.
Gli altri collaboratori
Con Vestiti salgono a sei i collaboratori di giustizia coinvolti nel procedimento. Tra loro figura Gioacchino Amico, ritenuto vicino ai vertici lombardi dei Senese, che aveva iniziato a parlare nei mesi scorsi e aveva riferito anche di presunti contatti tra ambienti mafiosi e politica. Parte di quei contenuti è ancora coperta da segreto per le nuove indagini.
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Un altro collaboratore era Bernardo Pace, condannato con rito abbreviato e legato a Paolo Aurelio Errante Parrino, indicato come esponente della componente trapanese riconducibile al mandamento di Castelvetrano. Pace è stato trovato morto il 16 marzo nel carcere delle Vallette, a Torino. Sulla vicenda resta aperta un’inchiesta per istigazione al suicidio.
Nell’elenco figurano anche William Alfonso Cerbo, conosciuto come “Scarface” e ritenuto il referente economico milanese del clan Mazzei di Catania, Saverio Pintaudi, vicino alla cosca ’ndranghetista degli Iamonte, e Francesco Bellusci, 38 anni, collegato alla locale di Legnano-Lonate Pozzolo. Cerbo è già stato ascoltato nel dibattimento, mentre gli interrogatori di Bellusci proseguono da diverse udienze.
Il processo Hydra
Il procedimento è seguito dai pubblici ministeri Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane, sotto il coordinamento della Procura guidata da Marcello Viola. Da poco il fascicolo è seguito anche dal nuovo procuratore aggiunto della Direzione distrettuale antimafia milanese, Roberto Calogero Piscitello.
Il rito ordinario riguarda oltre 40 imputati, tra i quali lo stesso Vestiti. Nel parallelo giudizio abbreviato, più di 60 persone sono state condannate a gennaio dal giudice dell’udienza preliminare Emanuele Mancini.
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