5.000Lettori online ora
Cronaca 2 min di lettura2 giorni fa

Genova, la scuola si mobilita: nel mirino il caso dello striscione

Psicologi, famiglie e insegnanti contestano la rimozione del messaggio antirazzista dalla scuola Daneo e criticano il decreto Valditara

L’Ordine degli psicologi della Liguria ha espresso preoccupazione per le conseguenze che le decisioni riguardanti scuole e luoghi educativi possono avere su bambini e adolescenti. L’organismo richiama i principi di uguaglianza e il diritto all’istruzione garantiti dall’articolo 34 della Costituzione.

Secondo psicologhe e psicologi, anche gli interventi formalmente legittimi dovrebbero essere esaminati considerando il loro impatto reale sui percorsi di crescita e sulle relazioni quotidiane dei più giovani. "Ogni scelta che riguarda l’infanzia e l’adolescenza deve essere valutata alla luce dei suoi effetti concreti sulle persone più giovani", ha affermato l’Ordine.


Una protesta sostenuta da più realtà

La mobilitazione ha raccolto l’adesione di associazioni, comitati, ordini professionali e forze politiche dell’area progressista. Famiglie e docenti hanno partecipato al presidio organizzato a Genova per difendere l’idea di una scuola capace di includere alunni e famiglie provenienti da contesti diversi.

Al centro delle contestazioni c’è il decreto Valditara, oltre alla decisione di rimuovere un messaggio antirazzista scritto in più lingue. Il testo, esposto all’ingresso della scuola Daneo, sosteneva che nessuna persona dovesse essere considerata estranea all’ambiente scolastico.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.


Nel mirino la rimozione del cartello

La manifestazione si è svolta stamani in piazza della Meridiana, nei pressi dell’istituto. In piazza sono arrivate centinaia di persone, con cartelli e striscioni, dopo che venerdì due agenti avevano tolto il pannello affisso al portone della scuola.

Francesca Pastore, avvocata e presidente dell’associazione dei genitori degli studenti della Daneo, ha chiesto che venga tutelato lo spazio destinato ai bambini. A suo giudizio, l’inclusione è una condizione essenziale dell’insegnamento e la presenza di persone originarie di Paesi differenti rappresenta una risorsa per la comunità scolastica, non un ostacolo all’apprendimento.

Tra i messaggi esposti dai manifestanti anche quello secondo cui una scuola che esclude viola i principi costituzionali. Genitori e insegnanti hanno così ribadito la propria opposizione alla rimozione dello striscione e alla concezione dell’identità scolastica come spazio separato dalle differenze.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere