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Cronaca 2 min di lettura54 min fa

Genova, la protesta entra in aeroporto: cosa chiedono gli operai ex Ilva

I dipendenti di Cornigliano hanno occupato l’area imbarchi dopo la richiesta di nuovi ammortizzatori e chiedono al governo garanzie immediate sulle forniture

Fabio Ceraudo, rappresentante dell’Usb, ha richiamato la necessità di tutelare lo stabilimento genovese e il suo ruolo industriale. Per i lavoratori, il futuro del presidio di Cornigliano resta legato a decisioni rapide e concrete.

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La produzione rischia di fermarsi

Nicola Appice, della Fim Cisl, ha collegato la situazione di Genova alla vertenza più ampia dell’ex Ilva e all’attesa pronuncia della Cassazione sul sito di Taranto. Secondo il sindacalista, l’ipotesi di nuovi ammortizzatori sociali potrebbe coinvolgere anche gli uffici e interrompere il funzionamento di interi reparti.

Nei giorni trascorsi davanti alla prefettura sembrava essere stata individuata una soluzione temporanea: l’arrivo di 35mila tonnellate di rotoli d’acciaio avrebbe dovuto scongiurare lo stop dell’impianto genovese. La comunicazione ricevuta venerdì ha però riaperto l’allarme e i lavoratori chiedono che i materiali vengano garantiti senza ulteriori rinvii.


La risposta attesa da Roma

La protesta è maturata dopo l’invio, nella notte di venerdì, di una posta elettronica certificata con cui i commissari dell’azienda in amministrazione straordinaria hanno chiesto un aumento della cassa integrazione, motivandolo con l’assenza di approvvigionamenti. La mobilitazione punta ora a ottenere un intervento diretto del ministero.

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Armando Palombo, della Fiom, ha accusato i commissari di aver prima assicurato la continuità produttiva e poi modificato la propria posizione. Nel corso dell’assemblea ha avvertito: «Ci mettono nelle condizioni di forzare e forzeremo, tanto per essere molto chiari».


L’occupazione dello scalo

Al termine del corteo, gli addetti di Cornigliano sono entrati nella zona imbarchi dell’aeroporto Cristoforo Colombo. Hanno lasciato libero un passaggio per consentire ai passeggeri di raggiungere i voli, quindi si sono seduti sul pavimento e hanno iniziato a battere i caschi a terra.

Palombo ha annunciato che il presidio sarebbe proseguito senza una scadenza precisa: «Resteremo qui finché questo governo non ci darà una risposta». La richiesta dei manifestanti riguarda soprattutto la ripresa delle forniture e la salvaguardia dei posti di lavoro, mentre lo scalo è rimasto parzialmente accessibile ai viaggiatori.

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