Garlasco, Sempio resta in silenzio: scintille tra Infante e la sua legale
A Verità Nascoste il conduttore ha incalzato Angela Taccia sulla strategia difensiva e sulle intercettazioni dell’indagato.
Il caso Garlasco torna al centro del confronto televisivo, questa volta con un acceso scambio tra Milo Infante e Angela Taccia, avvocata di Andrea Sempio. Il conduttore di Verità Nascoste ha messo in discussione la scelta di non far parlare direttamente Sempio con alcuni giornalisti e con i pubblici ministeri, mentre la legale ha rivendicato una strategia decisa dagli avvocati.
A riaccendere il dibattito è stata anche la recente intervista concessa da Sempio a Bruno Vespa durante Porta a Porta. L’episodio è arrivato dopo il precedente confronto televisivo tra Taccia e Massimo Giletti, avvenuto nello studio de Lo Stato delle Cose.
Infante mette sotto esame la strategia
Durante la puntata, Infante ha osservato che Sempio sembrerebbe evitare il dialogo con la stampa, facendo però un’eccezione per alcuni programmi. La battuta del conduttore è stata diretta: «La vostra linea difensiva non vi vede molto propensi a far parlare Sempio… stavo per dire con la stampa. Sì, tranne che con me».
Taccia ha replicato sostenendo che il rapporto con le trasmissioni di Infante potrebbe avere inciso sulla disponibilità del suo assistito. Secondo l’avvocata, Sempio si sentirebbe attaccato da alcuni contenuti, pur riconoscendo al conduttore la professionalità nel proprio lavoro.
A quel punto Infante ha ribattuto con una frase destinata ad alimentare ulteriormente il botta e risposta: «Si sente colpito, non colpevole». In studio era presente anche Giuseppe Brindisi, conduttore di Zona Bianca, che ha raccontato come Sempio non abbia accettato nemmeno un invito rivolto a lui attraverso il proprio programma.
Perché Sempio non risponde
Il confronto si è spostato quindi sulle ragioni della linea difensiva. Taccia ha chiarito che il silenzio di Sempio non sarebbe una decisione personale dell’indagato, ma il risultato di una scelta professionale legata alla gestione delle diverse fasi dell’inchiesta. «Non è una scelta sua, è una scelta difensiva», ha spiegato la legale, invitando a rivolgere eventuali critiche agli avvocati.
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Infante ha poi ironizzato sul rapporto tra Sempio e i protagonisti dell’informazione giudiziaria, sostenendo che il giovane non dialogherebbe né con i pubblici ministeri né con lui. La discussione, tuttavia, non si è fermata alla presenza televisiva dell’indagato ed è proseguita sulle registrazioni acquisite nel caso.
Il nodo delle intercettazioni
Nel corso della trasmissione è stato trasmesso un audio attribuito a Sempio. Taccia ha contestato il modo in cui, a suo giudizio, vengono selezionati questi materiali, accusando Infante di proporre soprattutto i passaggi capaci di restituire un’immagine sgradevole del suo assistito.
«Lei, dottor Infante, sceglie sempre le intercettazioni ad hoc per fare sembrare Sempio antipatico», ha detto l’avvocata, sostenendo che sarebbe necessario ascoltare l’intero insieme delle conversazioni disponibili. Il conduttore ha respinto l’obiezione con una provocazione: «Perché ci sono quelle dove è simpatico? Non ne ho trovata una, non me ne voglia. Lo trovo particolare».
Lo scambio ha così riportato in primo piano due questioni: da un lato la prudenza della difesa nel concedere dichiarazioni pubbliche, dall’altro il peso attribuito alle intercettazioni nella rappresentazione televisiva della vicenda di Garlasco.
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