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Cronaca 2 min di lettura19 ore fa

Garlasco, quei dati sul Dna pesano: la difesa Stasi chiede chiarezza

Gli avvocati di Alberto Stasi contestano la mancata comunicazione dei risultati sui pedali della bici e preparano la richiesta di revisione del processo

Alberto Stasi segue gli sviluppi della vicenda cercando di mantenere l’equilibrio, mentre i suoi legali valutano le conseguenze delle ultime rivelazioni sul delitto di Garlasco. «Alberto osserva, sta facendo un grande lavoro per avere equilibrio rispetto a questa vicenda dolorosa e tragica», ha riferito Antonio De Rensis parlando con l’inviato di Mattino Cinque.


I risultati sul Dna ancora da chiarire

La difesa considera particolarmente grave il fatto che gli esiti dei contro-esami sul materiale genetico individuato sui pedali della bicicletta di Stasi non siano stati comunicati all’epoca. De Rensis ha parlato di amarezza e ha sostenuto che quei due elementi, ritenuti totalmente negativi, avrebbero dovuto essere portati a conoscenza di tutti gli interessati.

«Nessuno ha detto ad alcuno che c’erano quei due dati totalmente negativi e questo andrà spiegato», ha affermato l’avvocato. Secondo il legale, non sarebbe più sufficiente appellarsi a vuoti di memoria: qualcuno dovrà chiarire anche per quale motivo il pubblico ministero Muscio non ricevette quei risultati, che forse avrebbero potuto fermare la richiesta di fermo considerata dalla difesa un passaggio decisivo.


La difesa prepara la revisione

Le nuove informazioni sono ora al centro del lavoro degli avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis, che assistono Stasi, all’epoca compagno di Chiara Poggi. La loro intenzione è presentare una domanda di revisione del processo, ma senza lasciarsi condizionare da scadenze o pressioni esterne.

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«Non è una questione di tempi, non ci facciamo mettere pressione e la depositeremo quando saremo pronti», ha dichiarato Bocellari durante il programma di Canale 5. De Rensis ha aggiunto che l’obiettivo resta accertare ogni eventuale responsabilità e ha espresso fiducia nel fatto che l’Arma generale dei Carabinieri possa ricostruire con precisione quanto emerso.


Il nuovo quadro dell’inchiesta

La Procura di Pavia ha chiuso le indagini su Andrea Sempio, indicandolo come unico autore dell’omicidio di Chiara Poggi. Per i difensori di Stasi, tuttavia, il materiale raccolto dai Ris e rimasto fuori dal fascicolo del 2007 potrebbe avere avuto un peso già allora, fino a poter scagionare l’ex fidanzato della vittima.

De Rensis ha definito «devastanti» le ultime rivelazioni e ritiene che Stasi sia ormai estraneo alla scena del crimine. La difesa intende quindi esaminare ogni elemento prima di depositare l’istanza, con la richiesta che venga fatta piena luce sulle omissioni e sulle informazioni non trasmesse durante le prime fasi dell’inchiesta.

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