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Cronaca 2 min di lettura2 ore fa

Garlasco, la scelta dei Poggi sposta il peso sul nodo del Dna

La famiglia di Chiara non chiederà risarcimenti a Sempio, ma seguirà un eventuale giudizio di revisione per Alberto Stasi.

Nel possibile procedimento contro Andrea Sempio, la famiglia di Chiara Poggi non avanzerà richieste economiche. La decisione arriva mentre la Procura di Pavia si prepara a chiedere il rinvio a giudizio del 38enne, indagato nella nuova inchiesta sull’omicidio avvenuto a Garlasco nel 2007.


La famiglia rinuncia al risarcimento

Francesco Compagna, che assiste i Poggi insieme a Gianluigi Tizzoni, ha spiegato che i genitori e il fratello di Chiara non intendono costituirsi parte civile contro Sempio. «Non abbiamo da avanzare alcuna pretesa economica nei confronti di persone innocenti», ha dichiarato il legale, motivando così la scelta della famiglia.

L’atteggiamento sarà diverso nel caso in cui la difesa di Alberto Stasi chieda la revisione della condanna definitiva per l’omicidio. In quella eventuale sede, gli avvocati dei familiari della vittima intendono invece partecipare al procedimento, mantenendo così una posizione distinta rispetto al possibile processo a Sempio.


Il nodo genetico resta aperto

Tra gli elementi destinati a essere discussi nell’udienza preliminare c’è il materiale genetico individuato sotto le unghie di Chiara. I consulenti della Procura di Pavia, i genetisti Carlo Previderé e Pierangela Grignani, sostengono che i profili ricavati dal quinto dito della mano destra e dal primo dito della mano sinistra siano compatibili con l’aplotipo Y di Sempio.

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In una relazione depositata insieme agli atti della nuova chiusura delle indagini, gli esperti escludono che il risultato dipenda da una contaminazione dei reagenti usati in laboratorio. A loro giudizio, la spiegazione più plausibile è che Sempio, e in generale la sua linea paterna, non possa essere escluso come possibile contributore della traccia. La perita Denise Albani, nominata dal giudice per le indagini preliminari, aveva però segnalato nel dicembre 2025 rischi di natura artefattuale e criticità legate alla contaminazione: il tema sarà quindi al centro del confronto tra i consulenti delle parti.


Le intercettazioni della famiglia Sempio

Le carte dell’inchiesta comprendono anche una conversazione ambientale registrata nel dicembre scorso. Parlando con la madre Daniela Ferrari, Andrea Sempio avrebbe raccontato di aver ritenuto possibile un nuovo coinvolgimento nelle indagini, immaginando tuttavia che sarebbe avvenuto dopo la scarcerazione di Stasi. La Procura, con la nuova indagine, contesta a Sempio l’omicidio e considera invece la posizione dell’ex condannato sotto una luce diversa rispetto alla sentenza definitiva.

In un’altra conversazione, Giuseppe Sempio, padre di Andrea, manifesta dubbi sulla solidità dell’indagine e richiama proprio la questione del Dna. La madre, intervistata da Antenna3 Lombardia vicino alla propria abitazione, ha ribadito la totale estraneità del figlio: «Mio figlio non ha ucciso Chiara Poggi». Daniela Ferrari ha aggiunto che la famiglia attende gli sviluppi del procedimento e che, di fronte a un processo, la preoccupazione sarebbe comunque inevitabile.

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