9.000Lettori online ora
Cronaca 2 min di lettura4 ore fa

Garlasco, il punto debole dell’accusa secondo Sempio: cosa contesta

L’indagato mette in dubbio il valore dell’impronta 33 e della traccia di calzatura, pur dicendosi pronto ad affrontare un eventuale dibattimento.

Andrea Sempio ritiene che gli elementi raccolti finora non bastino a sostenere un nuovo processo per l’omicidio di Chiara Poggi. La sua posizione, però, non coincide con un rifiuto del confronto in aula: «Se capiterà di dover andare proprio a giudizio, cioè di affrontare un vero e proprio processo, l’affronteremo».


La traccia della scarpa non lo convince

Nel corso dell’intervista, Sempio ha preso in esame anche la possibile corrispondenza tra il suo piede e un’impronta di calzatura individuata nella villetta. Il riferimento è alla consulenza della professoressa Cristina Cattaneo, chiamata a valutare la compatibilità della traccia.

Secondo l’indagato, una semplice somiglianza non dimostrerebbe un legame con il delitto. Per rendere più solida l’ipotesi, spiega, sarebbe stato necessario trovare una scarpa riconducibile a quella sagoma e, soprattutto, macchiata con il sangue di Chiara Poggi. «Finché dici “è compatibile” non hai un elemento vero che ti collega al crimine», ha affermato.


Il processo resta un’ipotesi concreta

La valutazione di Sempio riguarda il quadro complessivo dell’inchiesta: a suo giudizio, né la traccia della calzatura né gli altri reperti finora discussi raggiungerebbero una consistenza sufficiente per giustificare il rinvio a giudizio. Resta comunque aperta la possibilità che l’indagine conduca a una nuova fase processuale, in un caso giudiziario che si trascina da quasi 20 anni.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

La sua posizione è stata raccolta nell’anticipazione dell’intervista esclusiva trasmessa da “Dentro la notizia”. Il colloquio completo sarà proposto venerdì 2 ottobre, intorno alle 21.30, durante “Quarto Grado”, programma di Retequattro condotto da Gianluigi Nuzzi con Alessandra Viero.


Sempio ridimensiona l’impronta 33

Tra i reperti esaminati c’è anche la cosiddetta impronta 33, rilevata sul muro della scala che porta al piano seminterrato della villetta di Chiara Poggi. La Procura la attribuisce alla mano di Sempio, ma proprio interpretazione e valore probatorio sono oggetto di confronto tra accusa e difesa.

Sempio ha richiamato alcune prove condotte su un muro e ha contestato l’idea che una mera possibilità possa bastare per sostenere l’accusa. «A noi non serve sapere cosa potrebbe non essere o cosa non si può escludere. Devi avere una certezza», ha dichiarato. Poi ha posto l’accento sull’assenza di sangue nella traccia: «C’era la traccia sul muro? Sì. È stata analizzata? Sì. C’era del sangue? No. Fine. Per come la vedo io la questione finisce lì».

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere