Garlasco, il punto che divide i periti: «Qualcuno mente
L’avvocato di Alberto Stasi torna sulle dichiarazioni di Luciano Garofano e richiama le verifiche mai depositate sui pedali della bicicletta.
Il nodo che riemerge nel caso Garlasco è la distanza tra le diverse versioni fornite sugli accertamenti compiuti dopo l’omicidio di Chiara Poggi. Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi, ha sostenuto in televisione che oggi esiste una certezza: nella ricostruzione più recente della vicenda qualcuno non starebbe dicendo la verità.
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De Rensis punta sulle contraddizioni
Ospite di Storie Italiane, il programma di Rai 1 condotto da Eleonora Daniela, l’avvocato ha collegato il tema alle dichiarazioni rilasciate la sera precedente da Luciano Garofano a Bruno Vespa. «Abbiamo la certezza che qualcuno mente», ha affermato De Rensis, aggiungendo che la Procura di Pavia dovrà chiarire quale versione sia attendibile.
Il legale ha spiegato che, insieme all’avvocato Bocellari, continuerà a seguire ogni sviluppo nell’interesse di Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi. A suo giudizio, le difficoltà legate al tempo trascorso non impedirebbero di verificare eventuali responsabilità o dichiarazioni non veritiere formulate nella fase più recente dell’inchiesta.
Il nodo degli esami sulla bicicletta
Il confronto si è concentrato anche sulle analisi effettuate il 20 settembre 2007 sui pedali della bicicletta di Stasi. Quegli accertamenti avrebbero dato esito negativo e, secondo quanto emerso, i relativi risultati non sarebbero mai stati depositati agli atti.
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Garofano avrebbe riferito di non ricordare di avere esaminato risultati successivi a quelli del 19 settembre. In televisione, inoltre, ha sostenuto che l’impronta non fosse utile perché non presentava tracce di sangue. De Rensis ha però richiamato altre dichiarazioni contenute nei verbali: Marino avrebbe segnalato la necessità di approfondire i due esiti negativi, mentre il colonnello Coli avrebbe espresso perplessità sulla quantità di DNA recuperata dai pedali.
«Parole» accolte dall’avvocato
Proprio il passaggio sull’impronta ha provocato la reazione più netta del difensore. Rivolgendosi alla conduttrice, De Rensis ha definito le parole di Garofano «musica per le mie orecchie», sostenendo che non coincidano pienamente con quanto sarebbe stato riferito in precedenza al procuratore aggiunto e con le indicazioni fornite dai collaboratori dell’ex generale.
L’avvocato ha infine posto l’attenzione sulla durata dell’audizione: Garofano sarebbe stato ascoltato per 24 minuti, mentre i suoi collaboratori avrebbero parlato per diverse ore. Senza formulare una conclusione definitiva, De Rensis ha lasciato alla Procura e all’opinione pubblica il compito di valutare il significato di questa differenza.
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