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Cronaca 1 min di lettura15 ott

Cinturrino, niente ergastolo: la premeditazione non c’è più

La Procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio dell’ex agente per la morte di Abderrahim Mansouri, ucciso nel boschetto di Rogoredo.

La richiesta della Procura di Milano cambia il possibile scenario giudiziario per Carmelo Cinturrino: nell’accusa non compare più la premeditazione. L’ex poliziotto, imputato per la morte di Abderrahim Mansouri, non sarebbe quindi più esposto alla pena dell’ergastolo e potrebbe accedere al rito abbreviato.

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La nuova contestazione della Procura

Il procuratore di Milano Marcello Viola e il pubblico ministero Giovanni Tarzia hanno chiesto che Cinturrino venga processato per omicidio volontario. Nella richiesta di rinvio a giudizio, tuttavia, i magistrati hanno eliminato l’aggravante della premeditazione, che era stata contestata durante la fase delle indagini.

Resta invece l’accusa legata alla violazione dei doveri connessi alla funzione pubblica. Secondo la ricostruzione contenuta negli atti, l’ex agente avrebbe dunque risposto dell’omicidio anche in relazione al ruolo che ricopriva al momento dei fatti.


Lo sparo nel boschetto di Rogoredo

I fatti risalgono al 26 gennaio scorso. Nel boschetto di Rogoredo, a Milano, Mansouri, 28 anni e indicato come spacciatore, è stato raggiunto alla testa da un colpo di pistola esploso da una distanza di circa 30 metri.

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La vittima è morta sul posto o in seguito alle ferite riportate, mentre l’indagine ha portato gli inquirenti a formulare l’accusa nei confronti di Cinturrino. Ora la richiesta della Procura dovrà essere esaminata dal giudice, che stabilirà se disporre il processo.


Cosa cambia per l’ex agente

L’esclusione della premeditazione incide direttamente sulla pena massima ipotizzabile. In assenza di questa aggravante, Cinturrino non rischia più l’ergastolo e può valutare la richiesta di giudizio abbreviato, il rito che consente di essere giudicati sulla base degli atti dell’indagine.

La contestazione resta comunque quella di omicidio volontario, aggravata dalla violazione dei doveri legati alla pubblica funzione. L’eventuale responsabilità dell’ex poliziotto e la pena saranno definite soltanto nelle successive fasi del procedimento.

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