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Cronaca 2 min di lettura50 min fa

Oleshky, l’appello del Papa a Putin: tregua subito per i civili

Dal Gemelli Leone XIV ha chiesto una pausa per far arrivare cibo e medicine nella città di Kherson e permettere l’evacuazione della popolazione.

La crisi umanitaria di Oleshky è stata al centro del colloquio telefonico avuto oggi da Papa Leone XIV con Vladimir Putin. Dal Policlinico Gemelli, dove sta recuperando dopo un intervento per un adenocarcinoma polmonare, il Pontefice ha sollecitato una tregua nella città della regione di Kherson per proteggere i civili e favorire l’arrivo degli aiuti.

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Il Papa chiede una pausa per Oleshky

Secondo il Vaticano, Leone XIV ha manifestato «viva preoccupazione per la grave situazione umanitaria nella città di Oleshky». La richiesta rivolta al presidente russo riguarda una sospensione dei combattimenti che renda possibile la distribuzione di alimenti e forniture sanitarie.

Nello stesso contesto, il Pontefice ha chiesto che gli abitanti possano lasciare la zona su base volontaria, in condizioni di sicurezza. La Santa Sede ha inoltre confermato la propria disponibilità a sostenere il dialogo e le iniziative orientate alla pace.


Putin attribuisce la responsabilità a Kiev

Durante la conversazione, Putin ha rivolto a Leone XIV gli auguri per la salute e per una rapida ripresa dopo la recente operazione. Il presidente russo ha poi presentato quella che il Cremlino considera una ricostruzione dettagliata delle responsabilità ucraine nella situazione di Oleshky.

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Il leader russo ha comunque espresso sostegno all’idea che il Vaticano contribuisca a creare condizioni di maggiore sicurezza per gli abitanti e a coordinare l’invio dei beni essenziali. Le due posizioni sulla crisi restano quindi differenti, ma il colloquio ha lasciato spazio a un possibile intervento umanitario.


Un nuovo contatto dopo giugno

La telefonata non rappresenta il primo scambio diretto tra il Pontefice e il presidente russo. I due si erano già parlati il 4 giugno 2025, mentre nei mesi successivi la diplomazia vaticana aveva mantenuto aperti i canali con Mosca.

In questo quadro si inseriscono la missione a Mosca di monsignor Paul Richard Gallagher, avvenuta ad agosto, e quella del cardinale Matteo Zuppi, svolta alla fine di settembre. Il nuovo contatto dal Gemelli si colloca dunque nel percorso avviato dalla Santa Sede per favorire il confronto e affrontare le emergenze legate al conflitto.

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