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Cronaca 2 min di lettura2 ore fa

Garlasco, il presentimento di Sempio: «Sarebbe successo dopo Stasi

Un’intercettazione del dicembre scorso racconta le aspettative di Andrea Sempio e lo sfogo del padre Giuseppe sulle nuove verifiche della Procura di Pavia.

Andrea Sempio riteneva probabile un nuovo coinvolgimento nell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi, ma collocava quel momento in una fase diversa: pensava che sarebbe arrivato dopo la scarcerazione di Alberto Stasi. Il dettaglio emerge da una conversazione registrata nel dicembre scorso e inserita negli atti della Procura di Pavia.


Sempio attendeva un nuovo coinvolgimento

Parlando con la madre Daniela Ferrari, pochi giorni prima di Natale, il 38enne ha raccontato il commento di una sua cliente romena, in passato appartenente alla polizia del suo Paese. La donna, secondo quanto riferito da Sempio, avrebbe detto di aspettarsi che la vicenda tornasse a galla, ma non in quel momento.

La madre ha spiegato di avere avuto da sempre la sensazione che l’inchiesta potesse riaprirsi. Sempio ha aggiunto che anche lui e Angela Taccia condividevano quella previsione, pur immaginando che il nuovo passaggio giudiziario sarebbe avvenuto una volta libero Stasi, detenuto nel carcere di Bollate.


Il padre contesta le nuove indagini

In un’altra conversazione captata circa due settimane prima, Giuseppe Sempio ha espresso una posizione fortemente critica nei confronti degli accertamenti. Il padre di Andrea ha sostenuto che gli investigatori stessero cercando elementi privi di consistenza e ha concentrato il suo sfogo soprattutto sul Dna.

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«Le indagini sul niente... lì non c’è niente», si sente dire nell’intercettazione. Nel ricostruire l’origine della vicenda, Giuseppe Sempio cita inoltre persone e circostanze in modo frammentario, definendole «balle varie».


La nuova ricostruzione della Procura

Le conversazioni fanno parte del materiale depositato con la nuova conclusione delle indagini della Procura di Pavia. L’ipotesi accusatoria riguarda Sempio, indicato come responsabile dell’omicidio di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco.

Nello stesso procedimento, gli atti prospettano invece l’estraneità di Alberto Stasi, unico condannato per il delitto. Le intercettazioni restituiscono così sia le aspettative maturate da Sempio e dalla sua famiglia, sia la loro reazione alle verifiche investigative.

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