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Cronaca 2 min di lettura5 giorni fa

Garlasco, il nodo psichiatrico resta aperto: cosa manca ai pm

La Procura di Pavia completa gli ultimi accertamenti sull’omicidio di Chiara Poggi mentre si avvicina la scadenza del 28 settembre

La valutazione psichiatrica su Andrea Sempio potrebbe aggiungere un tassello agli accertamenti ancora in corso, ma l’esame procede senza il colloquio diretto richiesto dallo specialista. Sempio, su indicazione dei suoi avvocati, ha infatti scelto di non incontrare Roberto Catanesi.


L’esame psichiatrico senza colloquio

La relazione dovrà quindi fondarsi su materiale già disponibile: interviste, scritti personali, diari e registrazioni dei monologhi captati dai Carabinieri mentre l’indagato era in automobile. Tra gli aspetti affidati a Catanesi figurano la capacità di intendere e volere di Sempio il 13 agosto 2007, l’eventuale presenza di disturbi psicologici e il possibile rischio di pericolosità sociale.

La difesa contesta però l’impostazione dell’accertamento. Secondo i legali, una verifica di questo tipo avrebbe senso soprattutto in presenza di una patologia psichiatrica già diagnosticata e, per esaminare questi profili, sarebbe più appropriato chiedere una perizia in incidente probatorio.


Garofano ascoltato per oltre un’ora

Nel frattempo, Luciano Garofano è stato convocato dalla Procura di Pavia insieme ad alcuni militari che nel 2007 prestavano servizio al Ris. L’ex comandante del reparto, che per un periodo aveva collaborato con la difesa di Sempio, è stato sentito come testimone per più di un’ora: il confronto avrebbe riguardato gli accertamenti scientifici svolti all’epoca.

Garofano ha confermato l’audizione, senza però riferire il contenuto delle domande né delle risposte. A chi gli chiedeva se l’incontro potesse rappresentare una svolta, ha replicato: “Non faccio commenti sull’indagine poi deduca lei. Aspettiamo il 415 bis”. Il riserbo resta massimo proprio mentre si avvicina la chiusura dell’inchiesta.

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Il Dna e l’impronta da chiarire

Tra gli approfondimenti già consegnati agli inquirenti c’è quello affidato a Carlo Previderè sul Dna individuato sotto le unghie di Chiara Poggi. Il reperto, in precedenza ricondotto alla linea paterna di Sempio, è stato riesaminato anche alla luce delle osservazioni formulate dalla difesa ed era già passato attraverso una perizia nell’incidente probatorio.

Cristina Cattaneo ha invece lavorato sulle misurazioni antropometriche di Sempio, mentre Giampaolo Iuliano e Nicola Caprioli hanno ricevuto l’incarico di rivalutare l’impronta a pallini rilevata sul pavimento della villetta. In questo quadro potrebbe assumere rilievo anche la traccia di scarpa indicata come “Frau”, collegata alla discussione sulla misura del piede: Sempio sosteneva di portare il 44 nel 2007, mentre allora gli sarebbe stato rilevato un numero compreso tra 42 e 43.


Scadenza vicina per la difesa

Una delle tre consulenze è stata depositata il 7 settembre, le altre due il 23 settembre. Resta da completare il lavoro psichiatrico di Catanesi, mentre la Procura ha indicato nel 28 settembre il termine per la conclusione degli accertamenti, in vista della notifica dell’avviso previsto dall’articolo 415 bis.

Dopo la comunicazione, che seguirà quella dell’8 maggio, i difensori di Sempio avranno 20 giorni per presentare le proprie osservazioni e le consulenze preparate con gli esperti. L’atto potrebbe precedere una richiesta di rinvio a giudizio. L’inchiesta riguarda l’omicidio di Chiara Poggi e vede Sempio come unico indagato per concorso.

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