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Cronaca 1 min di lettura47 min fa

Garlasco, il mistero della porta si riapre: cinque passaggi e nessun Dna

Le immagini raccolte nell’inchiesta su Andrea Sempio riportano l’attenzione sul serramento tra soggiorno e cantina, elemento ancora decisivo nella ricostruzione del delitto

La porta a soffietto della villetta di via Pascoli torna al centro degli accertamenti sulla morte di Chiara Poggi. Un dossier fotografico acquisito dalla Procura di Pavia nell’inchiesta-bis su Andrea Sempio sostiene che l’ambiente del delitto potrebbe essere stato modificato dopo l’omicidio, riaprendo uno degli interrogativi più discussi del caso.


Cinque aperture senza tracce

Secondo quanto emerge dagli atti, il serramento che divide il soggiorno dalle scale verso la cantina sarebbe stato movimentato cinque volte. La sequenza viene indicata nella documentazione fotografica esaminata dagli inquirenti, che collegano quei passaggi alla possibilità di una dispersione delle tracce biologiche.

La formula riportata nelle carte è netta: «È stata aperta e richiusa cinque volte, ma cancellato il Dna». Il riferimento riguarda ante e pomello, superfici sulle quali non furono rilevate impronte utili alla ricostruzione dei fatti.

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Il dubbio sulla scena del delitto

Il tema della porta era già emerso nelle prime indagini. Alberto Stasi aveva raccontato di averla aperta quando era arrivato nella casa, ma nemmeno le sue impronte risultavano presenti sul serramento. L’assenza di segni non era stata attribuita neppure ad altre persone.

A distanza di diciannove anni, il dossier riporta quindi il manufatto dentro il quadro degli elementi da verificare. La Procura di Pavia, dopo la chiusura delle indagini nei confronti di Andrea Sempio, lo considera parte della documentazione utile a valutare se la scena sia rimasta intatta o abbia subito modifiche.

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