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Cronaca 3 min di lettura2 ott

Sei episodi, un solo ingorgo: perché questa serie farà parlare di sé

Su Prime Video è arrivata la commedia italiana ambientata in una coda interminabile: idee brillanti, un cast enorme e risate non sempre all’altezza delle aspettative.

Dal 2 ottobre Prime Video ospita tutti i sei episodi della prima stagione di Ingorgo, commedia corale italiana costruita attorno a una situazione tanto semplice quanto promettente: decine di persone bloccate nel traffico e costrette a fare i conti con i propri problemi. La serie, diretta da YouNuts! e firmata da Daniela Delle Foglie, nasce come adattamento di Atasco, produzione spagnola già arrivata alla quinta stagione.

L’idea ha il merito di essere immediata e insolita, mentre il risultato alterna intuizioni riuscite e passaggi meno convincenti. Ingorgo resta un titolo facile da suggerire a chi cerca una visione leggera e vivace, anche se questa prima stagione regala meno risate esplosive di quanto la premessa lasciasse immaginare.


Una coda piena di storie

Il luogo esatto non viene indicato, ma tutto lascia pensare alle strade intorno a Roma: il Grande Raccordo Anulare o una delle autostrade che conducono alla Capitale. Qui automobili, furgoni e camion rimangono immobili per una causa che verrà chiarita soltanto nel finale, mentre i loro occupanti cercano di ingannare l’attesa.

Il cast comprende Dino Abbrescia, Lorenzo Adorni, Valentina Barbieri, Thomas Basilico, Ninni Bruschetta, Cecilia Cantarano, Selene Caramazza, Antonio Catania, Domenico Centamore, Francesco Centorame, Claudio Colica, Fabrizio Colica, Michela De Rossi, Pietro De Silva, Valerio Desirò, Ugo Dighero, Deborah Donadio, Mario Ermito, Gianni Fantoni, Donatella Finocchiaro, Corrado Fortuna, Stefano Fresi, Matilde Gioli, Corrado Guzzanti, Pia Lanciotti, Ludovica Martino, Marina Massironi, Alessandra Mastronardi, Maria Amelia Monti, Nicola Nocella, Lucia Ocone, Francesco Pannofino, Ilenia Pastorelli, Valentina Romani, Francesco Russo, Denise Tantucci, Gian Marco Tognazzi, Gabriele Vagnato, Luca Vecchi e Debora Villa.


Il cast regge il gioco

Ogni puntata incrocia più vicende: ci sono famiglie, colleghi, tassisti, passeggeri, conoscenti e criminali, oltre a persone sole che telefonano, ascoltano conversazioni altrui o tentano semplicemente di restare calme. Quasi tutti gli intrecci si esauriscono nell’arco di un episodio; fanno eccezione soprattutto le vicende affidate a Mario Ermito, Donatella Finocchiaro e Ilenia Pastorelli.

La situazione non si risolve nemmeno quando arriva una gru, incapace di spiegare l’origine del blocco. Gli episodi durano circa 25 minuti e, dopo sei puntate, i viaggiatori possono finalmente ripartire: un’attesa comunque più breve dei 12 giorni del massimo ingorgo mai registrato, quello verificatosi in Cina nel 2010.

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Dove la commedia perde ritmo

La regia e la scrittura affrontano con discreta efficacia il vincolo di ambientare quasi tutto dentro mezzi fermi. Non mancano però alcune incongruenze: personaggi presentati come bloccati da ore riescono, in certi momenti, a spostarsi di diversi metri per evitare una richiesta d’aiuto. Anche alcuni sketch risultano prevedibili e indeboliscono l’effetto sorpresa.

Tra i segmenti più riusciti spiccano quello con Francesco Pannofino, presente soltanto attraverso la voce al telefono, e quello con Corrado Guzzanti, nei panni di un regista costretto a fare i conti con gli sponsor. Funzionano anche la storia di Ugo Dighero nell’episodio conclusivo e gli incontri ricorrenti tra Ermito, Finocchiaro e Pastorelli attorno alla gru.


Una seconda stagione da calibrare

Il limite principale riguarda la distribuzione del tempo. La serie punta molto sull’alternanza continua dei personaggi, ma questa scelta finisce talvolta per sacrificare lo sviluppo delle singole situazioni: alcune scene si prolungano oltre il necessario, mentre altre avrebbero avuto bisogno di maggiore spazio.

Il pubblico può sorridere in tutti gli episodi, ma le risate incontenibili sono rare. Se Ingorgo tornerà con una seconda stagione, come lascia sperare il successo della serie spagnola da cui prende spunto, sarà utile trovare un equilibrio più preciso tra il ricambio delle storie e la loro forza comica.

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