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Cronaca 3 min di lettura2 giorni fa

Garlasco, il fascicolo può cambiare tutto: i prossimi passaggi

La Procura di Pavia si avvicina a una scelta decisiva per Andrea Sempio, mentre resta aperto il possibile intreccio con la condanna di Alberto Stasi.

Il quadro sulla condanna di Alberto Stasi non registra, per ora, sviluppi favorevoli sul piano della revisione. La Procura generale di Milano ha ricevuto gli atti trasmessi dagli investigatori di Pavia, ma non avrebbe intenzione di presentare una nuova istanza; una precedente richiesta era stata respinta dalla Corte d’appello di Brescia e poi dalla Cassazione nel 2021. Secondo gli inquirenti, tuttavia, il responsabile dell’omicidio non sarebbe Stasi.

Anche l’eventuale prosecuzione dell’indagine su Andrea Sempio potrebbe incidere sul caso dell’ex fidanzato di Chiara Poggi. Il rapporto tra i due procedimenti dipenderà dalle decisioni della Procura e da eventuali iniziative sulla revisione della sentenza, dunque resta uno scenario ancora subordinato a passaggi futuri.


Il nodo resta la scelta della Procura

La decisione più attesa riguarda la sorte dell’inchiesta nei confronti di Sempio. Dopo mesi di verifiche, audizioni e consulenze, i magistrati dovranno stabilire se chiedere il rinvio a giudizio oppure adottare una diversa soluzione prevista dal procedimento. La richiesta di processo, in ogni caso, non rappresenterebbe una dichiarazione di colpevolezza.

Qualora il rinvio a giudizio venisse chiesto per omicidio volontario aggravato, sarebbe il giudice dell’udienza preliminare a valutare il quadro raccolto, con la possibilità anche di prosciogliere l’indagato. Solo un eventuale superamento di questa fase porterebbe la vicenda davanti alla Corte d’assise. A Sempio vengono contestate, tra l’altro, la crudeltà legata ai 12 colpi e i motivi abbietti, riferiti al presunto rifiuto di un approccio sessuale da parte di Chiara Poggi.


Gli elementi scientifici sotto esame

Tra gli ultimi adempimenti investigativi figura l’audizione di Luciano Garofano, ascoltato il 25 settembre per più di un’ora e mezza. L’ex comandante del Ris di Parma ha confermato il colloquio con i magistrati senza riferire i contenuti. Nel mirino degli accertamenti ci sarebbero anche le analisi compiute sui reperti del 2007, compresi i pedali della bicicletta di Alberto Stasi e i successivi esami genetici.

I consulenti nominati dal giudice Stefano Vitelli avevano attribuito alla vittima le tracce rilevate sui pedali. Gli investigatori avrebbero inoltre riesaminato la lettura di alcuni reperti e dei dati genetici originari, compresa la sostanza individuata su un reperto, interpretata come sudore e non come sangue. Garofano, già consulente della difesa di Sempio, aveva definito pubblicamente gli elementi scientifici a suo carico “deboli se non nulli”.

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Cosa comporta il nuovo deposito

Negli ultimi giorni sarebbero stati sentiti anche alcuni militari impegnati nelle indagini del 2017. Rimane poi attesa la consegna dell’ultima consulenza psichiatrica disposta nel quadro degli approfondimenti. Il materiale confluirà nella fase che precede la decisione sull’eventuale accusa in giudizio.

Con la notifica dell’avviso previsto dall’articolo 415 bis, Sempio e i suoi legali potranno consultare gli atti, depositare scritti difensivi e documenti, produrre consulenze oppure sollecitare nuovi accertamenti. La difesa potrà anche chiedere l’interrogatorio dell’indagato, che ha sempre respinto ogni coinvolgimento nella morte di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta della famiglia.


Ventuno giorni per intervenire

Il termine a disposizione della difesa sarà di 21 giorni dalla notifica. La stessa possibilità, secondo il ruolo assunto nel procedimento, riguarderà gli altri soggetti interessati: i legali della famiglia Poggi e i rappresentanti di Alberto Stasi potranno prendere visione degli atti raccolti nella nuova fase.

La consultazione diretta del fascicolo consentirà alle parti di confrontarsi con gli elementi effettivamente acquisiti e con l’impostazione data dalla Procura, al di là delle anticipazioni circolate durante l’inchiesta. Il deposito degli atti o una nuova chiusura formale delle indagini costituisce quindi il passaggio procedurale che precede ogni scelta sul futuro del caso.

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