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Cronaca 2 min di lettura5 ott

Garlasco, il documento fantasma su Stasi: 13 pagine mai firmate

Una valutazione psicologica del 2007 sarebbe riemersa nelle nuove indagini: il testo analizza gli interrogatori di Alberto Stasi, ma non risulta sottoscritto né depositato allora.

Una relazione riservata di 13 pagine potrebbe aggiungere un nuovo elemento alla complessa vicenda giudiziaria sull’omicidio di Chiara Poggi. Il documento, attribuito a una criminologa e riferito alla personalità di Alberto Stasi, sarebbe stato preparato durante la prima fase investigativa, ma non sarebbe mai entrato formalmente nel fascicolo dell’epoca.

Il testo sarebbe stato recuperato dal Ris di Parma e successivamente acquisito dalla Procura di Pavia nell’ambito degli accertamenti più recenti sul caso. A renderlo problematico sono soprattutto l’assenza di una data e la mancanza della firma autografa della professionista indicata nell’intestazione.


La valutazione rimasta fuori dagli atti

Secondo quanto emerso, l’analisi sarebbe stata richiesta dal Ris di Parma a una criminologa per esaminare il profilo psicologico di Stasi, allora fidanzato di Chiara Poggi e indagato per la sua uccisione. L’iniziativa, tuttavia, non sarebbe partita dalla Procura di Vigevano e il documento non risulterebbe tra gli atti depositati al termine della prima inchiesta.

La relazione porta l’intestazione della “Dott.ssa Alessandra Bramante, Psicologa Criminologa Clinica”. Sotto questa indicazione compare la definizione di “valutazione psicologica”, articolata in 17 punti. Nel testo verrebbero evidenziati, in forma ipotetica, alcuni tratti descritti come freddezza, capacità di calcolo e atteggiamento manipolatorio.


Gli interrogatori usati come base

Per elaborare il documento sarebbero stati esaminati tre verbali relativi a Stasi. Si tratta delle dichiarazioni rese come testimone il 13 e il 17 agosto 2007, oltre all’interrogatorio del 22 agosto, quando lo studente della Bocconi si presentò spontaneamente come “persona sottoposta a indagini”.

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La valutazione, quindi, non sarebbe nata da un colloquio diretto documentato con Stasi, ma dall’esame delle risposte fornite durante quegli interrogatori. Il contenuto avrebbe delineato un profilo definito “freddo e manipolatore”, senza però che il documento risulti accompagnato dalla firma della criminologa o da una data certa.


Il recupero nelle nuove indagini

Il fascicolo sarebbe stato individuato presso il Ris di Parma e richiesto dalla Procura di Pavia con un ordine di esibizione datato 10 settembre scorso. L’acquisizione sarebbe avvenuta nel quadro degli accertamenti su Andrea Sempio, sviluppati dopo la riapertura dell’attenzione investigativa sul delitto.

Poco dopo, il documento sarebbe stato depositato insieme agli atti conclusivi della nuova inchiesta. La sua presenza permette ora di ricostruire un passaggio rimasto ai margini della prima indagine, ma le caratteristiche formali della relazione — nessuna data e nessuna sottoscrizione autografa — ne rendono incerta la collocazione e il valore nel procedimento originario.

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