Garlasco, il Dna sui pedali cambia volto: cosa mostrano i nuovi dati
Le analisi del Ris di Parma sul campione prelevato dalla bici di Alberto Stasi presentano due risultati opposti, ora esaminati nella riapertura del caso.
Due esami eseguiti a distanza di un giorno sullo stesso materiale biologico hanno prodotto risultati completamente diversi. È questo il nodo che torna al centro dell’attenzione nella vicenda dell’omicidio di Chiara Poggi: sui pedali della bicicletta Umberto Dei di Alberto Stasi, una prima analisi aveva indicato la presenza di Dna femminile, mentre quella successiva non aveva rilevato alcun segnale.
I documenti riguardano i cosiddetti dati grezzi delle analisi, cioè i file che registrano l’esito tecnico delle elaborazioni effettuate dal Ris di Parma. Il materiale è stato estratto dagli archivi dell’istituto nell’ambito degli accertamenti disposti dalla procura di Pavia e, negli ultimi mesi, è entrato nella nuova fase giudiziaria del caso.
Due esami, risultati incompatibili
Il primo controllo risale al 19 settembre 2007. Nel campione biologico raccolto dai pedali della bicicletta di Stasi, i tecnici del Ris avevano individuato 2,78 ng/ml di Dna femminile. Quel valore è diventato uno degli elementi più discussi nelle successive ricostruzioni dell’indagine.
Il giorno seguente, il 20 settembre 2007, lo stesso campione è stato sottoposto a una nuova analisi. In questa occasione, il tracciato riportato nei dati grezzi risultava completamente piatto, senza il segnale precedentemente associato alla presenza di Dna femminile. La documentazione mostra quindi una divergenza tra le due letture effettuate a distanza di appena 24 ore.
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I file riemersi nella riapertura
Per lungo tempo, nella complessa sequenza di accertamenti e passaggi giudiziari legati al delitto di Garlasco, l’esistenza di questi dati non era emersa pubblicamente. La loro disponibilità è stata resa possibile dall’estrazione dei file conservati nell’archivio del Ris di Parma, effettuata dalla procura di Pavia.
Ora quei documenti vengono esaminati nel quadro della riapertura del caso relativo alla morte di Chiara Poggi, avvenuta 19 anni fa. Il loro interesse deriva soprattutto dal contrasto tra l’indicazione quantitativa del primo esame e l’assenza di un tracciato rilevabile nella verifica successiva: una differenza che riporta sotto esame le analisi compiute all’epoca sui pedali della bicicletta.
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