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Cronaca 1 min di lettura2 ore fa

Garlasco, Feltri va all’attacco: «Stasi è innocente

Ospite a Domenica In, il giornalista contesta la condanna definitiva di Alberto Stasi e critica duramente il percorso giudiziario del caso.

Il caso di Garlasco torna al centro del dibattito dopo le parole di Vittorio Feltri, intervenuto in collegamento con Domenica In. Il giornalista ha difeso Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi, e ha messo in discussione la ricostruzione che lo ha portato alla condanna.

Nel frattempo, una nuova indagine della Procura di Pavia ha iscritto Andrea Sempio nel registro degli indagati per lo stesso delitto, commesso nel 2007. L’inchiesta riapre l’attenzione su una vicenda giudiziaria che, a distanza di anni, continua a suscitare interrogativi.


Feltri contesta la ricostruzione dell’omicidio

Secondo Feltri, la dinamica attribuita a Stasi non sarebbe credibile. Il giornalista ha richiamato la mattinata in cui il giovane, impegnato nella stesura della tesi al computer, avrebbe dovuto interrompere il lavoro, raggiungere la fidanzata, ucciderla per una ragione mai chiarita e poi riprendere a scrivere con apparente normalità.

«Solo un idiota può pensare che Stasi è colpevole», ha affermato Feltri durante il collegamento televisivo. A suo giudizio, proprio la ricostruzione di quelle ore dimostrerebbe l’innocenza dell’ex fidanzato di Chiara Poggi, più che fornire elementi a sostegno della sua responsabilità.

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La critica al percorso giudiziario

Feltri ha ricordato che Stasi venne assolto nei primi due gradi di giudizio, prima che la Cassazione arrivasse alla condanna definitiva. Da qui nasce la sua contestazione nei confronti delle diverse valutazioni espresse dai giudici durante il procedimento.

Il giornalista ha respinto l’idea che le assoluzioni iniziali fossero il risultato di valutazioni incompetenti, osservando che quelle decisioni furono successivamente ribaltate. In chiusura, ha definito il caso «l’episodio più squallido della storia della magistratura italiana», esprimendo una critica radicale all’intera gestione giudiziaria della vicenda.

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