Gabrielli: verificare se Siher fosse già seguito dagli apparati
L’ex capo della Polizia richiama prevenzione, integrazione e controlli dopo le violenze registrate durante i cortei
Franco Gabrielli ha definito legittimo chiedersi se Youssef Siher fosse già seguito dagli apparati di sicurezza prima del suo fermo. L’ex capo della Polizia ha parlato delle violenze avvenute durante i cortei in diverse città e del cosiddetto Movimento 17 ottobre.
GioiaPura
-15% su tutto da GioiaPura + spedizione gratis
Repressione e prevenzione
Secondo Gabrielli, individuare un presunto responsabile non elimina il rischio di nuovi episodi. «L’individuazione di un presunto incendiario non ci mette al riparo dal fatto che ci possa essere ancora e, anzi, c’è ancora tanto materiale infiammabile», ha detto parlando della possibilità che le tensioni tornino a manifestarsi.
L’ex autorità delegata alla Sicurezza della Repubblica ha escluso qualsiasi tolleranza per devastazioni, danneggiamenti ed espropri. A suo giudizio, però, una risposta affidata soltanto all’azione repressiva finirebbe per trasformare le città in luoghi sottoposti a una presenza sempre più militarizzata, con conseguenze negative sia per i commercianti sia per i residenti.
Gabrielli ha quindi indicato la necessità di intervenire sulle ragioni del disagio sociale. Tra i problemi citati c’è l’integrazione, settore nel quale, secondo l’ex capo della Polizia, l’Italia presenta carenze che non possono essere attribuite soltanto all’attuale governo.
Le domande sulla sicurezza
Intervistato dall’Adnkronos, Gabrielli ha sostenuto che occorre verificare se Siher fosse sottoposto a osservazione. Il ricercatore è stato fermato ed è ritenuto dagli investigatori amministratore di una pagina sui social e di una chat su Telegram; in passato, ha ricordato l’ex dirigente, aveva espresso posizioni chiaramente non moderate.
Gabrielli ha precisato di non conoscere gli elementi specifici dell’indagine e di non voler screditare le istituzioni. Ha invece chiesto che siano i responsabili della sicurezza a spiegare al Paese se vi fossero strumenti per intercettare in anticipo l’attività della persona fermata. «Il tema è quello di fare delle domande e di dare delle risposte: credo che questa sia una dinamica democratica», ha affermato.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
L’indagine sul Movimento 17 ottobre
Sul ruolo attribuito a Siher, Gabrielli ha invitato ad attendere gli accertamenti della magistratura. Le attività svolte dalla polizia, ha riconosciuto, hanno avuto grande rilievo, ma resta da chiarire quale sia stato il contributo dell’uomo prima e dopo le manifestazioni.
L’ex capo della Polizia ha osservato che l’inchiesta dovrà stabilire se si tratti di un episodio circoscritto oppure del riflesso di una realtà più ampia. A suo parere, la risposta avrà ricadute rilevanti per la sicurezza del Paese.
Le cause del disagio
Per Gabrielli, limitarsi a contenere gli effetti delle proteste produrrebbe interventi soltanto temporanei. Le istituzioni dovrebbero sfruttare questa fase per affrontare le cause del malessere, invece di trovarsi ogni volta a inseguire nuove emergenze.
L’ex dirigente ha aggiunto che il problema dell’integrazione è complesso e non ha ricevuto finora l’attenzione necessaria. Gabrielli ha fondato insieme a Ernesto Ruffini il nuovo soggetto politico Più uno.
Continua a leggere
Siher resta in cella: lunedì la decisione del giudice
Il ricercatore è accusato di istigazione a delinquere con aggravante terroristica; sotto esame anche il ruolo della moglie e i possibili contatti con una rete pro-Hamas.
Youssef Siher, domani l’interrogatorio davanti alla gip Landoni
Il ricercatore, detenuto a San Vittore, comparirà davanti alla gip Landoni; i pm temono fuga e nuovi reati.
Movimento 17 ottobre, la Procura chiede il carcere per Siher
La Procura di Milano teme fuga e nuovi reati; nelle conversazioni compare anche un manuale sulle rivolte egiziane.
Carcere per Siher, i messaggi erano guerra continua
L’interrogatorio davanti al gip è previsto il 27 ottobre a San Vittore; la decisione arriverà entro il 29