Fresu va nei licei: “Voglio ascoltare i ragazzi”
Il trombettista ha annunciato incontri con gli studenti bolognesi e ha difeso la loro capacità di interrogarsi sulle crisi del presente.
Paolo Fresu porterà il confronto tra adulti e giovani dentro le scuole di Bologna. Il trombettista ha annunciato la propria disponibilità a incontrare gli studenti dei licei nei mesi di gennaio, febbraio e marzo, compatibilmente con gli impegni professionali, dopo le proteste esplose in diverse città italiane.
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L’invito agli studenti bolognesi
L’artista ha affidato la sua riflessione a un lungo messaggio pubblicato su Facebook, spiegando di voler offrire uno spazio di dialogo ai ragazzi. “Nei mesi di gennaio, febbraio e marzo, mi metto volontariamente a disposizione, compatibilmente con i miei impegni, per incontrare gli studenti dei licei di Bologna”, ha scritto.
Fresu ha anche lasciato un indirizzo di posta elettronica per chi desiderasse contattarlo. L’obiettivo dichiarato è ascoltare direttamente una generazione che, a suo giudizio, mostra una notevole capacità di analisi e non dovrebbe essere descritta soltanto attraverso gli episodi più distruttivi delle manifestazioni.
Oltre il racconto della violenza
Nel commentare le mobilitazioni, il musicista ha riconosciuto che alcuni partecipanti possono essersi resi responsabili di azioni violente. Tuttavia, ha osservato che il confronto pubblico rischia di ridursi alla conta dei danni e degli atti vandalici, lasciando in secondo piano le ragioni che hanno portato molti giovani a scendere in piazza.
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Secondo Fresu, le proteste riflettono anche una situazione nazionale sempre più segnata da disuguaglianze e difficoltà. La maggioranza dei ragazzi, ha sostenuto, sarebbe animata da inquietudine, consapevolezza e spirito critico verso un modello di società costruito anche dagli adulti di oggi.
Il confronto parte dalla famiglia
Nel post, Fresu ha ricordato di essere padre di un ragazzo di 18 anni. Ha raccontato che il figlio possiede idee definite sul presente e che proprio il rapporto con lui lo ha portato a guardare con interesse alla sua generazione.
“Ciò che mi affascina profondamente è la sua generazione”, ha scritto il trombettista, riferendosi a giovani chiamati a vivere in un mondo ricevuto dagli adulti già segnato da consumo, ferite e imperfezioni. Per Fresu, ascoltare le loro domande non è soltanto un gesto di apertura, ma un’occasione per riflettere sulla direzione futura della collettività.
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