Ricostruzione nelle Marche: l’inchiesta sul sistema vicino ad Acquaroli
La Guardia di Finanza ricostruisce un presunto intreccio politico e imprenditoriale capace di attirare anche interessi legati a ’ndrangheta e camorra.
Un presunto sistema di relazioni e appalti ruota attorno alla ricostruzione nelle Marche e coinvolge figure vicine al governatore Francesco Acquaroli. È quanto emerge dall’inchiesta della Guardia di Finanza, che ha analizzato un sodalizio descritto come unito anche da una comune impronta ideologica.
Al centro della ricostruzione investigativa compare l’ex capo di gabinetto di Acquaroli, Pistarelli. Tra i nomi esaminati figura anche l’imprenditore Crucianelli, che avrebbe ottenuto circa 400 appalti legati alla ricostruzione.
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I rapporti al centro dell’indagine
Secondo gli elementi raccolti dalla Finanza, il gruppo avrebbe costruito una rete di rapporti tra politica, amministrazione e mondo degli affari. L’inchiesta punta a chiarire il ruolo svolto dai diversi protagonisti e le modalità con cui il sistema avrebbe operato nel territorio marchigiano.
La vicenda non riguarda soltanto gli equilibri interni alla destra regionale. Nel quadro delineato dagli investigatori compaiono infatti anche interessi riconducibili alla ’ndrangheta e alla camorra, che sarebbero stati attratti dalle opportunità offerte dagli appalti della ricostruzione.
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I 400 appalti dell’imprenditore
Uno dei dati più rilevanti riguarda Crucianelli: all’imprenditore vengono ricondotti 400 appalti ottenuti nell’ambito della ricostruzione. La quantità degli incarichi rappresenta uno degli aspetti su cui si concentra l’attenzione dell’inchiesta.
Gli accertamenti dovranno stabilire se l’assegnazione dei lavori sia avvenuta regolarmente oppure all’interno di un meccanismo condizionato da relazioni e interessi esterni. Nel frattempo, il ruolo di Pistarelli e i suoi collegamenti con l’ambiente politico vicino ad Acquaroli restano tra i nodi principali dell’indagine.
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