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Cronaca 1 min di lettura2 ore fa

Ricostruzione sisma, il paradosso dei controlli: 102 imprese fermate

Guido Castelli commenta l’inchiesta sulle presunte infiltrazioni nei cantieri marchigiani e richiama l’efficacia delle misure antimafia già adottate.

Il commissario straordinario per la ricostruzione dopo il terremoto del 2016, Guido Castelli, definisce «un fulmine a ciel sereno» l’inchiesta che coinvolge i cantieri delle Marche. L’indagine, condotta dalla Direzione distrettuale antimafia e dalla guardia di finanza di Ancona, riguarda presunte infiltrazioni della criminalità organizzata e ipotesi di corruzione negli appalti pubblici.

Castelli ne ha parlato a Corridonia, in provincia di Macerata, durante una conferenza stampa dedicata allo stato degli interventi a dieci anni dal sisma. Pur ribadendo la necessità di rispettare la presunzione di innocenza, il commissario ha detto di essere rimasto «basito e sconcertato» davanti agli elementi emersi.

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La contraddizione nei controlli antimafia

A colpire Castelli è soprattutto il possibile ingresso di soggetti sospetti in un sistema che, negli ultimi tre anni, aveva già prodotto numerosi provvedimenti di esclusione. Il meccanismo previsto dal decreto 189 del 2016 ha infatti portato a 102 interdittive antimafia nei confronti di altrettante imprese interessate a lavorare nella ricostruzione.

Alle interdittive si sono aggiunte 13 misure di vigilanza collaborativa. Secondo il commissario, questi numeri dimostrano che gli strumenti di prevenzione hanno funzionato sul piano operativo, anche se gli investigatori ipotizzano che alcune persone siano riuscite comunque a entrare nell’anagrafe antimafia degli esecutori grazie a informazioni alterate.

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L’indagine scuote la ricostruzione

Il quadro ipotizzato dalla procura e dalla guardia di finanza apre dunque un interrogativo sulla capacità dei controlli di impedire ogni tentativo di aggiramento. Castelli ha sottolineato che proprio l’esistenza di procedure già attive rende ancora più difficile comprendere quanto contestato nell’inchiesta.

Nel corso dell’incontro, il commissario ha ringraziato gli investigatori per la rapidità del lavoro svolto. Ha inoltre spiegato che la vicenda provoca indignazione e dolore soprattutto pensando alle popolazioni colpite dal terremoto, ancora in attesa, a dieci anni di distanza, di rientrare nelle proprie abitazioni.

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