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Cronaca 3 min di lettura15 ore fa

Fotografie anonime, vite ritrovate: a Parma nasce una nuova sfida

Mercanteinfiera dedica uno spazio alle immagini vernacolari e ai documenti senza autore, tra collezionismo, ricerca storica e intelligenza artificiale.

«Non racconta una storia separata della fotografia, ma il modo in cui le immagini continuano a entrare nel tempo»: con queste parole Ilaria Dazzi, responsabile del marchio Mercanteinfiera, riassume il senso di Vintage Photo Parma, nuovo progetto dedicato alle fotografie anonime e alla memoria quotidiana.

L’iniziativa sarà accompagnata da un incontro pubblico il 4 ottobre alle 11, nella Sala Barilla. Al confronto parteciperanno Fabio Castelli, fondatore di Mia Photo Fair e autore di Fotografia anonima, Jean Marie Donat, Serge Plantureux, Sergio Smerieri, Stefano Vigni e Alberto Gerosa. La moderazione sarà affidata a Michele Smargiassi.


Un archivio senza autore

Tra gli aspetti più sorprendenti di questo universo c’è la possibilità di usare strumenti contemporanei per studiare immagini di cui si conosce pochissimo. Matteo Di Castro racconta di aver sottoposto alcune fotografie anonime all’intelligenza artificiale, ottenendo in pochi secondi indicazioni e piste di ricerca che, con i metodi tradizionali, avrebbero richiesto molto più tempo: «Da non credere».

Le stampe prive di firma attirano fotografi, artisti, studiosi della storia delle immagini, antropologi, sociologi e geografi. Un dettaglio apparentemente marginale può infatti collegare una fotografia a un’epoca, a un costume o a un altro fondo documentario, contribuendo alla ricostruzione di vicende personali e collettive.


Il valore delle immagini comuni

Feste, nozze, vacanze, riti religiosi, comitive, parenti e scorci di paesaggio compongono una cronaca non ufficiale della società. Per decenni queste immagini sono rimaste custodite in album, scatole e cassetti; poi, con il ricambio delle generazioni, molte sono state cedute o abbandonate perché considerate prive di interesse.

Proprio quell’assenza di informazioni può diventare un richiamo per i collezionisti, che organizzano raccolte secondo criteri personali, oppure per gli artisti, pronti a ricomporre e trasformare frammenti fotografici già esistenti. Il fenomeno resta economicamente distante dalle cifre raggiunte dagli autori più celebri, ma sta contribuendo alla formazione di un settore autonomo.

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Il progetto prende forma a Parma

Vintage Photo Parma si svolgerà il 3 e 4 ottobre all’interno di Mercanteinfiera. La sezione, realizzata con la collaborazione di Fabio Castelli, affiancherà alla fotografia d’autore quella vernacolare, vintage e senza attribuzione, mettendo in dialogo immagini artistiche e testimonianze della vita ordinaria.

Di Castro sarà presente con S.T. Senza Titolo, casa editrice indipendente romana specializzata in fotografia del XX secolo, libri d’arte, cataloghi, manifesti e materiali ritrovati. Nel suo spazio troveranno posto sia fotografie anonime dedicate, tra gli altri temi, al cibo, sia immagini cinematografiche rielaborate a mano e opere di maestri come Giacomelli, Fontana e Letizia Battaglia.


Da Hong Kong alla memoria collettiva

L’idea del progetto trova un precedente significativo nelle conseguenze del tifone Mangkhut, che il 16 settembre 2018 colpì Hong Kong provocando danni agli edifici e allagamenti lungo la costa. Senza causare vittime, la tempesta disperse però migliaia di fotografie e documenti appartenuti a case, esercizi commerciali e uffici.

Una parte di quel materiale venne recuperata e valorizzata dall’artista Ying Bo attraverso l’archivio fotografico di Thy Lab, spazio indipendente fondato a Hong Kong dall’antropologo e regista Alberto Gerosa. Quelle immagini, comprese alcune salvate dopo il tifone, entreranno nella nuova sezione di Mercanteinfiera: testimonianze fragili che, sottratte all’anonimato, possono tornare a parlare di persone, luoghi e consuetudini.

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