Folgorato a Spotorno, la svolta: due arresti per la morte di Alessio
La Procura contesta a due gestori di attrazioni il decesso del ragazzo e presunte alterazioni della scena dopo la tragedia
Un possibile tentativo di modificare la scena dell’incidente è al centro della nuova fase dell’inchiesta sulla morte di Alessio Colletti, il ragazzo di 15 anni originario di Saronno deceduto dopo una scarica elettrica al luna park di Spotorno, nel Savonese. Il 25 settembre i carabinieri di Savona hanno arrestato due operatori dello spettacolo viaggiante, titolari dell’attrazione coinvolta.
A loro vengono contestati i reati di omicidio colposo e frode processuale. Per gli stessi fatti risulta inoltre sotto indagine una terza persona, proprietaria della struttura sulla quale il minorenne si trovava al momento dell’accaduto.
Il nodo dei collegamenti elettrici
Secondo l’impostazione accusatoria accolta nell’ordinanza, il dispositivo chiamato “calciometro” sarebbe stato alimentato tramite un cavo connesso a un’altra giostra riconducibile ai due arrestati. Proprio da quel collegamento, secondo gli investigatori, avrebbe avuto origine il guasto elettrico che ha provocato la folgorazione.
Gli inquirenti ritengono inoltre che, dopo l’incidente, i due gestori possano aver rimosso il cavo, nascosto altri elementi e apportato cambiamenti all’impianto della propria attrazione. A sostegno di questa ricostruzione sono state raccolte testimonianze, confrontate immagini scattate subito dopo i fatti e fotografie realizzate quando l’area era già stata sequestrata.
Le tracce trovate durante la perquisizione
Un ulteriore elemento è emerso da una perquisizione: alcuni oggetti visibili nelle immagini acquisite dopo l’episodio non sono stati trovati durante il primo sopralluogo. Per gli investigatori, questa differenza contribuisce all’ipotesi che lo stato dei luoghi sia stato alterato e che siano state fornite ricostruzioni non corrispondenti alla realtà.
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La morte del 15enne è stata ricondotta a un arresto cardiocircolatorio provocato dal passaggio di corrente elettrica. I due indagati sono ora in carcere in forza di una misura cautelare disposta con urgenza, motivata dal rischio di compromissione delle prove e dalla possibile reiterazione del reato.
Perizia ancora da depositare
L’inchiesta tecnica non è però conclusa. Gli accertamenti proseguono e la consulenza peritale, elaborata con la partecipazione delle parti, non è stata ancora depositata.
Il quadro contestato resta quindi quello delineato dagli elementi raccolti finora e dall’ordinanza cautelare. Saranno i successivi esami sull’impianto e sul collegamento tra le attrazioni a chiarire le responsabilità nella folgorazione avvenuta durante il luna park di Spotorno.
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