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Cronaca 2 min di lettura6 giorni fa

Flotilla Soumoud, stop al ricorso: quattro attivisti restano in cella

La giustizia tunisina conferma la custodia cautelare per i quattro dirigenti della Flotilla Soumoud, mentre Naouar viene riportato in ospedale e prosegue il fermo di 13 persone legate alla protesta di Tunisi.

Anche il caso di Wael Naouar si è riacceso fuori dal carcere: il Comitato nazionale di difesa degli attivisti della Flotilla ha fatto sapere che è stato trasferito di nuovo in ospedale, a poche ore dal rientro nella prigione di Mornaguia. Su questo passaggio, però, non sono arrivate spiegazioni ufficiali sulle sue condizioni né sulle ragioni del nuovo ricovero.


La decisione sui quattro dirigenti

La Corte d'appello di Tunisi ha bloccato il tentativo di ottenere la scarcerazione di Wael Naouar, Nabil Chennoufi, Ghassen Boughdiri e Ghassen Henchiri. Per i quattro, riferisce Al Chourouk, resta in vigore la detenzione preventiva già disposta nell'ambito dell'inchiesta economico-finanziaria che li coinvolge da marzo.

Secondo quanto riportato dal quotidiano tunisino, la decisione è stata confermata dalla sezione d'accusa numero 32, che ha dato ragione al giudice istruttore incaricato del dossier economico e finanziario. In pratica, il ricorso contro il mantenimento in carcere non ha modificato il quadro già fissato in precedenza.


Il caso Naouar resta aperto

Parallelamente alla vicenda giudiziaria, la situazione di Naouar continua a suscitare attenzione. Il Comitato nazionale di difesa degli attivisti della Flotilla ha segnalato il suo nuovo passaggio in ospedale dopo il ritorno a Mornaguia, senza però ricevere chiarimenti dalle autorità sanitarie o penitenziarie.

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Per il momento non risultano comunicazioni ufficiali che spieghino cosa sia accaduto né quali siano le condizioni del detenuto. Anche su questo punto, dunque, resta un vuoto informativo che alimenta le preoccupazioni dei suoi difensori.


Il fermo dopo la protesta di settembre

Un capitolo distinto riguarda le persone fermate dopo il corteo del 19 settembre a Tunisi, convocato per chiedere la liberazione dei quattro attivisti. La Procura del Tribunale di Tunisi ha autorizzato la proroga di altre 48 ore della garde à vue per 13 manifestanti.

Tra loro c'è anche un minorenne, come riferisce la coordinazione della difesa. Restano invece non rese pubbliche, almeno per ora, le imputazioni contestate dalla Procura alle persone trattenute.

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