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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Firenze, i Georgofili ricordano l’alluvione del 1966

Fotografie, documenti e materiali d’archivio ricostruiscono i danni all’Accademia, visitabile gratuitamente fino al 17 dicembre 2026

L’Accademia dei Georgofili di Firenze ha aperto una mostra dedicata all’alluvione del 4 novembre 1966, a 60 anni dall’esondazione dell’Arno. L’esposizione resterà accessibile gratuitamente fino al 17 dicembre 2026.

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Le immagini dei danni

Il percorso, intitolato “Georgofili, 4 novembre 1966”, raccoglie fotografie e documenti che raccontano l’impatto dell’acqua e del fango sulla sede dell’Accademia. L’Arno invase gli ambienti dell’istituzione e danneggiò libri, archivi e opere d’arte custoditi al suo interno.

La documentazione esposta è stata arricchita da nuove donazioni archivistiche e artistiche. Il materiale è stato inoltre organizzato insieme a una revisione del patrimonio culturale dell’Accademia, così da proporre una ricostruzione più ampia di quei giorni.


Il ricordo dei volontari

Il presidente Massimo Vincenzini ha ricordato che le acque del fiume superarono le protezioni lungo le strade cittadine, trascinando detriti e oggetti fino alla sede dei Georgofili. Nel suo intervento ha rievocato anche l’aiuto prestato dai volontari, conosciuti come “Angeli del fango”, che contribuirono a mettere in salvo il patrimonio dell’istituzione.

“Nei decenni scorsi, sono state diverse le occasioni in cui i miei predecessori alla guida dell’Accademia hanno ricordato i momenti dell’emergenza”, ha spiegato Vincenzini. La mostra si collega a quella memoria e aggiunge testimonianze provenienti dalle acquisizioni più recenti.

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Un patrimonio da proteggere

Per Maria Oliva Scaramuzzi, vicepresidente della Fondazione CrFirenze, l’esposizione non rappresenta soltanto un omaggio alla storia di Firenze. Attraverso i materiali raccolti, mostra infatti la vulnerabilità dei beni culturali e la capacità delle persone di intervenire per preservarli.

Scaramuzzi ha sottolineato che ricordare quanto accadde ai Georgofili significa riconoscere il lavoro di chi recuperò libri, archivi e opere d’arte per restituirli alla comunità. “A 60 anni di distanza, quella straordinaria mobilitazione resta una lezione attualissima di cura, responsabilità e solidarietà”, ha dichiarato.

La Fondazione CrFirenze ha contribuito alla realizzazione dell’iniziativa insieme alla Direzione Generale Biblioteche e Istituti Culturali del Ministero della Cultura. L’Accademia dei Georgofili, sostenuta da tempo dalla Fondazione, ospiterà la mostra a ingresso libero fino al 17 dicembre 2026.

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