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Cronaca 2 min di lettura5 giorni fa

Fino a 54 rate per chi deve multe o bollo: la verifica decisiva

La nuova definizione agevolata può ridurre il conto di alcuni debiti locali, ma servono l’adesione dell’ente e il rispetto delle date previste.

La procedura prevede una scelta tra pagamento integrale e un piano articolato in un massimo di 54 rate bimestrali. Chi presenterà la richiesta entro il 15 dicembre 2026 potrà così dilazionare l’importo riconosciuto come dovuto, mentre il versamento in un’unica soluzione dovrà essere effettuato entro il 31 marzo 2027.

L’esito della domanda sarà comunicato entro il 28 febbraio 2027. In quel documento saranno indicati l’ammontare da pagare e le modalità per completare il versamento.


Le scadenze cambiano il conto finale

Le richieste saranno trasmesse online dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026. Entro il giorno precedente all’apertura della finestra, l’Agenzia delle entrate-Riscossione renderà note le istruzioni operative e metterà nell’area riservata le informazioni utili a riconoscere i carichi potenzialmente ammessi.

La rateizzazione non modifica la natura del debito, ma consente di beneficiare delle riduzioni previste dalla Rottamazione-quinquies. Per le sanzioni stradali rimane da corrispondere l’importo della multa; vengono invece considerate le somme aggiuntive, tra cui interessi e aggio. Per un tributo come il bollo auto, la definizione può eliminare anche sanzioni e interessi, secondo quanto previsto dalla misura.


L’elenco degli enti non basta

Sul sito dell’Agenzia delle entrate-Riscossione è disponibile una ricognizione di circa 1.500 Regioni ed enti locali che hanno comunicato la partecipazione. La tabella indica l’amministrazione interessata, gli eventuali soggetti che le hanno affidato la gestione dei crediti e, quando necessario, ulteriori precisazioni nella sezione dedicata alle note.

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La presenza in quell’elenco rappresenta soltanto il primo passaggio. Il singolo carico deve essere stato consegnato all’Agenzia delle entrate-Riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023 e deve rispettare tutte le condizioni previste. Restano fuori, tra gli altri, i debiti collegati a sentenze della Corte dei conti.


Quali debiti possono rientrare

La verifica può riguardare non soltanto le contravvenzioni e il bollo auto, ma anche altre entrate comunali, come Imu e Tari, se ricorrono i presupposti. Il requisito centrale è che la somma sia stata affidata all’agente pubblico della riscossione.

Non sono invece inclusi gli importi incassati direttamente dal Comune o dalla Regione, né quelli passati a concessionari privati. Per queste posizioni la legge di Bilancio 2026 lascia agli enti territoriali la facoltà di introdurre misure autonome, con condizioni e procedure proprie.

L’Agenzia ha quindi pubblicato l’elenco per consentire una prima verifica, ma la conferma arriverà soltanto dall’esame della cartella e dei relativi carichi. Anche il vantaggio economico non è uguale per tutti: dipende dalle voci che compongono la singola posizione debitoria.

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