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Cronaca 1 min di lettura4 giorni fa

Fideuram, la trappola psicologica che ha coinvolto Molesini

Paolo Molesini, dirigente nato a Feltre e tra i dieci top manager della storia di Intesa Sanpaolo, ha lasciato l’incarico a marzo dopo il caso della frode

La vicenda di Paolo Molesini viene ricondotta al meccanismo della cosiddetta “Ceo fraud”, una frode che sfrutta i rapporti gerarchici per spingere un dipendente a eseguire richieste anomale. Il caso ha sorpreso diversi colleghi, considerando il ruolo ricoperto da Molesini nella storia di Intesa Sanpaolo.


La frode fa leva sull’autorità

Questo tipo di raggiro non punta soltanto sull’inganno, ma anche sulla pressione esercitata dalla presunta richiesta di un superiore. Chi la riceve può temere di contraddire il capo e, allo stesso tempo, voler dimostrare rapidità, disponibilità e senso del dovere.

Proprio la combinazione tra soggezione e desiderio di apparire efficiente rende il meccanismo particolarmente insidioso. La vittima, convinta di dover rispettare una direttiva interna, può così abbassare le proprie difese senza percepire subito l’anomalia.

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Il profilo di Paolo Molesini

Nato a Feltre, in Veneto, nel 1957, Molesini è stato indicato come uno dei dieci dirigenti di vertice che hanno segnato i circa vent’anni di storia di Intesa Sanpaolo. Un percorso che rende il suo coinvolgimento ancora più inatteso agli occhi di chi ha lavorato con lui.

A marzo il manager ha dovuto lasciare il proprio incarico. Il testo disponibile si interrompe nella ricostruzione dei dettagli personali e professionali della vicenda, ma colloca l’uscita dalla posizione dirigenziale nel contesto della frode psicologica associata al caso Fideuram.

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