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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Fiamme, mezzi rubati e fuga: otto arresti dopo il colpo nell’Aretino

Il tentato assalto alla Fratelli Chini di Ponticino è stato fermato al casello Valdarno: i sospettati avevano ancora parte dell’attrezzatura utilizzata.

La fuga è terminata all’uscita dell’autostrada, dove otto persone sono state arrestate dai carabinieri dopo il tentato assalto notturno a un’azienda orafa dell’Aretino. I sospettati, tutti di origine rumena, sono stati individuati mentre lasciavano la zona a bordo dei veicoli impiegati per il colpo.

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La fuga si chiude in autostrada

L’obiettivo del gruppo sarebbe stata la Fratelli Chini di Ponticino. Per entrare nei locali, i presunti autori avrebbero utilizzato un mezzo pesante sottratto a una società specializzata nella fornitura di gas tecnici, impiegandolo per abbattere il cancello della ditta.

Durante la ritirata sarebbero stati recuperati anche alcuni strumenti collegati al tentato assalto. La segnalazione e le ricerche hanno portato i militari fino al casello Valdarno, dove l’intervento congiunto ha consentito di bloccare gli otto sospettati.


Strade bloccate e veicoli in fiamme

Secondo la ricostruzione degli investigatori, il gruppo avrebbe cercato di rallentare l’arrivo delle forze dell’ordine creando diversi ostacoli lungo la viabilità. In via Nazionale sarebbe stato abbattuto un albero, mentre alcune pedane di legno sarebbero state incendiate.

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Poco prima, inoltre, due veicoli rubati a un’azienda vicina sarebbero stati dati alle fiamme. Alle operazioni hanno partecipato i carabinieri delle Compagnie di Arezzo e San Giovanni Valdarno, affiancati dalla polizia stradale e da un elicottero del 4° Elinucleo di Pisa.


Verifiche sui colpi precedenti

La procura di Arezzo ha disposto ulteriori accertamenti per chiarire il ruolo di ciascun fermato e ricostruire con precisione le fasi dell’irruzione. Gli investigatori stanno esaminando anche gli strumenti recuperati e i mezzi utilizzati durante la fuga.

Un altro obiettivo dell’inchiesta è verificare se gli otto possano essere collegati ad altri episodi avvenuti ai danni di imprese del distretto orafo aretino. Le verifiche dovranno quindi stabilire se il tentato colpo di Ponticino sia rimasto un episodio isolato oppure rientri in una sequenza più ampia.

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