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Cronaca 2 min di lettura14 ott

A 94 anni rischia la casa: l'affitto sale a 1.200 euro

Franca vive da oltre sessant’anni nello stesso appartamento di Firenze, ma il contratto non sarà rinnovato: per restare dovrebbe affrontare una spesa incompatibile con la sua pensione.

Franca ha 94 anni, una grave invalidità, problemi di vista e da tempo si muove con un deambulatore. Nella casa di circa 70 metri quadrati a Firenze nord abita dagli anni Sessanta, ma tra pochi mesi potrebbe perderla: alla scadenza dell’ultimo contratto biennale, prevista per febbraio, è atteso lo sfratto per fine locazione.

La figlia, che segue la madre e conosce le sue condizioni economiche e di salute, non le ha ancora raccontato che il canone dovrebbe passare da 450 a 1.200 euro mensili. «A mia madre non l’ho ancora detto, altrimenti morirebbe», ha spiegato.

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La pensione non basta più

L’aumento è stato comunicato insieme alla decisione di non rinnovare l’accordo esistente. Franca percepisce una pensione minima e la reversibilità del marito: con un esborso di 1.200 euro ogni mese, secondo la figlia, non riuscirebbe più a sostenere nemmeno le spese essenziali.

La donna è vedova, vive senza altri familiari nella stessa abitazione e dipende dall’aiuto della figlia. Quest’ultima sostiene che un ritocco limitato del canone sarebbe stato affrontabile, anche con il suo contributo, mentre la nuova cifra renderebbe impossibile la permanenza nell’alloggio.


La proprietà cambia gestione

Per molti anni, racconta la figlia, con il precedente proprietario non ci sarebbero stati problemi. In seguito l’edificio è passato agli eredi dell’imprenditore che lo possedeva; nel palazzo si trovano diversi appartamenti riconducibili alla medesima proprietà.

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Anche l’amministrazione degli immobili è stata affidata a una persona diversa da quella che se ne occupava in passato. La famiglia riferisce che, pur senza ricorrere agli affitti turistici, la gestione avrebbe iniziato a puntare su locazioni economicamente più redditizie.


Il caso può finire in tribunale

A preoccupare la figlia non è soltanto l’entità della richiesta, ma anche l’assenza di un confronto. «Non c’è stata nemmeno la possibilità di trattare o di trovare una soluzione intermedia», ha detto, spiegando che la famiglia avrebbe voluto almeno discutere un aumento sostenibile.

Per questo è stato coinvolto il Sunia, il sindacato degli inquilini. Dopo la scadenza di febbraio, la vicenda potrebbe arrivare davanti a un giudice, anche alla luce dell’età della donna e delle sue condizioni di salute. Il caso ricorda quello di Maricarmen Abascal, 87 anni, sfrattata dalla sua abitazione di Madrid e morta pochi giorni dopo, ma Franca per ora non sa ancora quale futuro la attende.

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