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Cronaca 2 min di lettura49 min fa

La minicar dei raid e una confessione: sei aggressioni, due minorenni denunciati

Un sedicenne e un diciassettenne sono sospettati di sei episodi avvenuti a Roma, compreso il grave ferimento dell’attore Davide Iacopini: il mezzo è stato sequestrato.

La svolta nelle indagini sulle aggressioni avvenute a Roma tra il 4 e il 5 ottobre è arrivata dopo l’individuazione della minicar nera ritenuta collegata ai raid. Due minorenni, di 16 e 17 anni, sono stati denunciati a piede libero dopo essere stati ascoltati in caserma e avrebbero ammesso le proprie responsabilità. Tra le vittime c’è l’attore Davide Iacopini, ancora ricoverato in prognosi riservata per le conseguenze dell’aggressione.

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La confessione dopo gli interrogatori

I due ragazzi, indicati dagli investigatori come conducente e passeggero del veicolo, sono stati sentiti nella notte dal pubblico ministero della Procura di Roma. Al termine degli accertamenti avrebbero sostanzialmente sostenuto di essersi divertiti in quel modo: «Quella notte ci siamo divertiti così».

L’ipotesi contestata è quella di tentato omicidio, ma la valutazione dell’intero quadro accusatorio spetterà ora alla Procura presso il tribunale per i minorenni. Il fascicolo, infatti, passerà agli uffici giudiziari competenti per i procedimenti che riguardano gli indagati minorenni.


Il mezzo riconosciuto dai dettagli

La minicar è stata rintracciata grazie anche alle indicazioni fornite da un meccanico. L’uomo avrebbe riferito di aver installato luci rosse vicino alla targa e applicato alcuni adesivi sul mezzo, particolari che hanno aiutato gli investigatori a identificarlo.

Carabinieri e polizia locale hanno sequestrato l’auto durante la notte. Gli accertamenti, coordinati dalla Procura di Roma con il supporto dei reparti investigativi e scientifici dell’Arma, hanno raccolto elementi ritenuti gravi a sostegno dell’ipotesi che proprio quella vettura sia stata utilizzata nei sei episodi.

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Il ruolo dei due ragazzi

Il sedicenne, che secondo gli accertamenti si trovava alla guida, abita a Monteverde; il diciassettenne vive invece a Testaccio. Il proprietario della minicar sarebbe il primo dei due e sarebbe figlio di un carabiniere.

Un ulteriore elemento è stato trovato nel telefono di uno dei minorenni. Sul dispositivo gli investigatori avrebbero individuato un’applicazione capace di registrare gli spostamenti, dello stesso tipo di quelle che alcuni genitori utilizzano per controllare i movimenti dei figli.

Secondo la ricostruzione investigativa, i due si trovavano insieme per festeggiare il compleanno di uno di loro nelle ore in cui si sarebbero verificati gli episodi. Le indagini sono state condotte dai carabinieri sotto il coordinamento del procuratore aggiunto Giuseppe Cascini e del pubblico ministero Ambrogio Cassiani.

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