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Cronaca 2 min di lettura18 ore fa

Fiamme alla Milrem, Tallinn accusa Mosca: tre arresti per il sabotaggio

Dopo settimane di indagini, il governo estone attribuisce ai servizi russi l’incendio contro una struttura della Milrem Robotics e convoca il rappresentante del Cremlino.

L’incendio che ha colpito a Tallinn una sede utilizzata dalla Milrem Robotics non viene più considerato dalle autorità estoni un semplice atto criminale. Dopo oltre un mese di accertamenti, il governo di Tallinn sostiene che l’attacco sia stato organizzato dai servizi segreti russi e ha convocato il rappresentante diplomatico del Cremlino.


Tallinn indica la regia russa

Le fiamme sono divampate nella notte del 15 agosto in un edificio impiegato dalla società estone, tra i principali operatori nazionali nel comparto della difesa. Secondo le conclusioni dell’indagine condotta dal Servizio di sicurezza interna dell’Estonia, l’incendio sarebbe stato appiccato intenzionalmente e sulla base di un piano preparato in anticipo.

Il ministro degli Esteri Margus Tsahkna ha presentato la ricostruzione del governo con parole nette: «Possiamo dire con certezza che si è trattato di un atto di sabotaggio ordinato dai servizi speciali della Federazione Russa». L’accusa arriva mentre diversi Paesi europei segnalano attività clandestine attribuite a Mosca contro strutture considerate strategiche.


Tre lettoni trasferiti in Estonia

Gli investigatori hanno fermato tre cittadini lettoni, arrestati inizialmente in Lettonia e poi consegnati alle autorità estoni. Il loro coinvolgimento sarà valutato nell’ambito del procedimento, ma per Tallinn gli elementi raccolti confermano la natura dolosa dell’incendio.

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La Milrem Robotics sviluppa sistemi terrestri senza equipaggio, compresi i veicoli robotici THeMIS. Questi mezzi vengono impiegati anche dalle forze armate ucraine per trasportare rifornimenti, soccorrere ed evacuare i feriti e svolgere attività operative nelle aree di combattimento.


Produzione e aiuti a Kiev non fermati

Nonostante l’attacco, la società non avrebbe subito interruzioni rilevanti: la fabbricazione dei sistemi e le consegne destinate all’Ucraina sarebbero proseguite regolarmente. L’episodio, dunque, non avrebbe compromesso il sostegno materiale fornito da Milrem alle forze di Kiev.

Tallinn inserisce il caso in una serie più ampia di presunte azioni di sabotaggio rivolte a infrastrutture e imprese europee coinvolte nell’assistenza militare all’Ucraina. Secondo il governo estone, operazioni di questo tipo mirerebbero a esercitare pressione sui sostenitori di Kiev evitando un confronto militare diretto con la Nato. Il Cremlino ha respinto le accuse, giudicandole infondate.

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