Feltri, il passato senza filtri: dal Corriere alla famiglia ricostruita
Nel podcast One More Time il giornalista ripercorre gli inizi della carriera, il rapporto con Montanelli e i passaggi più dolorosi della sua vita privata
Un incontro casuale con Angelo Rizzoli cambiò presto il percorso professionale di Vittorio Feltri. Aveva 25-26 anni quando l’editore del Corriere della Sera lo fermò sulle scale e gli propose di entrare nel quotidiano: «Guarda che ho concluso col Corriere della Sera, mi hanno fatto un ottimo contratto», riferì poi alla moglie dopo aver ricevuto la proposta.
L’episodio è stato ricordato dal giornalista nel podcast One More Time, condotto da Luca Casadei. Prima di approdare all’edizione principale, Feltri trascorse due anni al Corriere d’Informazione, il giornale pomeridiano, poi ottenne incarichi da inviato speciale che lo portarono in diversi Paesi e contribuirono alla sua crescita professionale.
Il giornalismo tra maestri e intuizioni
Nel racconto della sua carriera ha trovato spazio anche Nino Nutrizio, direttore de La Notte e primo professionista ad assumerlo. Tra le figure più importanti ha citato Indro Montanelli, che Feltri sostituì alla direzione dopo il suo addio, riuscendo — secondo il suo stesso ricordo — ad aumentare la diffusione del giornale.
Il rapporto tra i due era basato anche sull’amicizia. Montanelli viene descritto come una persona insieme distaccata e ironica, capace di cogliere immediatamente il nucleo di una situazione. Una rapidità di lettura che Feltri ammette di aver sempre invidiato al collega.
Una famiglia segnata dal dolore
La parte più intima dell’intervista riguarda però la tragedia vissuta in gioventù. La prima moglie, Maria Luisa, morì per complicazioni legate al parto delle gemelle Laura e Saba, lasciando Feltri ad affrontare da solo la crescita delle due bambine.
In quel momento il giornalista lavorava in un brefotrofio, struttura nella quale le figlie furono accolte per quasi un anno. Feltri ha raccontato di aver preso quella decisione perché non sapeva come occuparsi delle neonate dopo la morte della moglie, sottolineando tuttavia che nell’istituto furono assistite adeguatamente.
L’incontro che cambiò tutto
Proprio nell’ambiente in cui lavorava conobbe Enoe Bonfanti, allora maestra, che in seguito sarebbe diventata sua moglie. Con lei ricostruì la propria vita e ebbe due figli, Mattia e Fiorenza; Bonfanti è morta lo scorso luglio.
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Parlando della donna, Feltri ha espresso riconoscenza per il sostegno ricevuto negli anni più difficili. Ha spiegato che il suo aiuto gli permise di superare la condizione di padre rimasto solo e ha associato la gratitudine a un sentimento molto vicino all’amore.
L’adozione e il modo di essere padre
Alla famiglia si aggiunse anche un altro figlio, adottato dopo che Feltri aveva conosciuto la storia di un ragazzo rimasto senza entrambi i genitori. Di fronte alla possibilità che finisse in orfanotrofio, decise di accoglierlo nel proprio nucleo familiare.
Il giornalista ha descritto il suo rapporto con i figli come poco incline alle dichiarazioni affettuose. Non era solito pronunciare parole d’amore, perché riteneva che i sentimenti emergessero dai gesti quotidiani; ha inoltre precisato di non aver mai colpito fisicamente nessuno dei suoi figli.
Il ricordo della prima moglie
Nel corso della conversazione Feltri ha parlato anche del legame con Maria Luisa, spiegando di aver compreso pienamente quanto fosse importante per lui soltanto dopo la sua scomparsa. Il lutto, ha raccontato, gli lasciò una ferita mai davvero rimarginata.
A 83 anni, il giornalista ha così intrecciato il bilancio pubblico della propria carriera con quello privato: da un lato le redazioni, gli incarichi internazionali e i direttori che lo hanno formato; dall’altro le perdite, l’adozione e la famiglia costruita nuovamente dopo una tragedia.
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