Fakir, richieste due ambulanze ma erano occupate
Le telefonate del 19 luglio sono state esaminate nella consulenza medico-legale agli atti della Procura di Bologna
Le ambulanze richieste dalla polizia per Abderrahim Fakir non erano disponibili. L’uomo morì dopo l’intervento avvenuto il 19 luglio in via Svevo, al Pilastro, a Bologna.
Rowenta
-20% sulle aspirapolveri da Rowenta
L’intervento dei soccorritori
La colluttazione tra Fakir e i due agenti iniziò alle 12.31 e si protrasse per circa sei minuti. L’ambulanza della Croce Rossa, con soccorritori volontari a bordo, era arrivata un minuto prima, alle 12.30.
L’automedica raggiunse via Svevo alle 12.54. La morte di Fakir venne accertata alle 12.57, secondo la ricostruzione contenuta nella consulenza medico-legale disposta dalla Procura di Bologna.
Il codice assegnato al caso
Alla richiesta di intervento era stato associato il codice “Sierra 5 Verde”, utilizzato per indicare una persona con problemi psichiatrici presente in strada e classificata con codice verde.
Per i consulenti, quella valutazione non rappresentava correttamente ciò che stava accadendo. L’operatore del 118, si legge nell’analisi, avrebbe dovuto acquisire informazioni cliniche più dettagliate prima di definire il livello dell’emergenza.
Le telefonate dalla via Svevo
La volante “Bolognina” era arrivata sul posto alle 12.12. Un minuto dopo, gli agenti contattarono la centrale chiedendo un’ambulanza e descrivendo Fakir come molto agitato, con ferite da taglio sulle braccia.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
Alle 12.16 venne domandato anche l’invio di un’automedica: i poliziotti segnalarono che “non si riesce neanche ad avvicinare”. La centrale riferì però che i mezzi di soccorso erano impegnati.
In una successiva telefonata al 118, partita dopo la richiesta dell’automedica, non venne indicata esplicitamente la necessità di un medico. L’operatore rispose: “Va bene, appena possibile mando un’ambulanza, adesso non ce l’ho”.
Dodici minuti più tardi, alle 12.25, gli agenti sollecitarono nuovamente l’arrivo del mezzo. Nel frattempo Fakir aveva lanciato contro di loro una bottiglietta d’acqua e aveva sputato. Alla richiesta di accelerare l’intervento, dalla centrale arrivò la risposta che non c’erano ambulanze disponibili e che erano già state effettuate due chiamate.
Uno dei poliziotti avvertì quindi: “Sta iniziando a degenerare la situazione”. Le registrazioni delle conversazioni, trascritte e inserite nella consulenza depositata nelle scorse ore, documentano la sequenza delle richieste e delle risposte.
Continua a leggere
Bologna, denunciati due agenti dopo la morte di Fakir
L’atto dell’avvocato Fabio Anselmo riguarda i dialoghi tra gli agenti, riportati nella perizia autoptica della Procura.
Morte di Fakir, consulenti: tre concause e soccorsi critici
La relazione indica cocaina, cardiopatia e posizione prona tra gli elementi che contribuirono all’insufficienza respiratoria
Bodycam degli agenti, frasi sul decesso di Fakir
La consulenza indica tre concause: compressione a terra, cocaina e patologie cardiache del 42enne
Fakir, la compressione durante il fermo contribuì al decesso
La relazione depositata in Procura precede la riunione del 28 ottobre sull’inchiesta che coinvolge poliziotti e soccorritori