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Cronaca 2 min di lettura28 set

Fairford, cinque arresti: l’ombra iraniana dietro il caso

Gli investigatori britannici verificano un possibile legame con Teheran dopo il fermo di cinque uomini vicino alla base militare nel Gloucestershire.

Cinque uomini sono stati arrestati nei pressi della base aerea di Fairford, nel Gloucestershire, mentre la polizia britannica valuta l’ipotesi che stessero preparando un’azione terroristica con esplosivi. L’allarme è scattato nella notte di sabato 26 settembre, alle 23.45, dopo una segnalazione su tre veicoli diretti verso l’installazione militare.

Gli investigatori dell’antiterrorismo stanno ora cercando di chiarire se esistano collegamenti con l’Iran. Al momento, tuttavia, si tratta di una pista investigativa e non di un legame già dimostrato.


L’allarme vicino alla base

Gli agenti hanno inizialmente fermato i cinque sospettati per possibili reati connessi agli esplosivi. Successivamente, la contestazione è stata modificata in «preparazione di un atto terroristico», secondo quanto riferito dalla polizia britannica.

Gli uomini, che indossavano cappucci e passamontagna, sono stati individuati dopo la telefonata arrivata nella tarda serata. Per precauzione, gli abitanti di Whelford, località vicina alla base, sono stati trasferiti in un centro ricreativo della zona.

Fairford ospita il 501st Combat Support Wing, struttura amministrativa dell’US Air Force. L’aeroporto militare della Raf è stato utilizzato anche dagli Stati Uniti durante la guerra contro la Repubblica Islamica.

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Perché spunta la pista iraniana

L’indagine si sviluppa in un Regno Unito già preoccupato per le attività attribuite a potenze straniere. A luglio, la ministra dell’Interno Shabana Mahmood aveva accusato Iran e Russia di ricorrere a intermediari per condurre operazioni criminali sul territorio britannico.

Nell’ultimo anno, secondo dati pubblicati da The Independent, oltre 300 incursioni di droni hanno interessato siti militari britannici. Il ministero della Difesa non ha indicato da dove provenissero i velivoli, mentre diversi Paesi europei hanno segnalato un incremento delle azioni ibride riconducibili alla Russia.

Fairford è stata coinvolta anche in Epic Fury e, durante le fasi più intense del conflitto, i pasdaran avevano minacciato le installazioni utilizzate dagli Stati Uniti. Teheran aveva sostenuto che ogni struttura impiegata nell’offensiva potesse essere considerata un obiettivo legittimo, mentre missili e droni iraniani avevano raggiunto alcuni bersagli.

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