Facchinetti, addio calvizie: la soluzione che gli ha ridato serenità
Ospite di Caterina Balivo, il produttore ha ripercorso tra ironia e dettagli il cammino dai trattamenti al trapianto fino alla protesi capillare.
La soluzione trovata da Francesco Facchinetti per convivere con la calvizie sembra continuare a soddisfarlo. Nel programma La Volta Buona, condotto da Caterina Balivo su Rai 1, il manager e produttore musicale ha raccontato le tappe affrontate contro l’alopecia androgenetica, un problema con cui convive fin dall’infanzia.
Il risultato finale, ha spiegato, è una patch cutanea: una membrana sulla quale vengono applicati capelli veri. Facchinetti ne ha parlato con il consueto tono scherzoso, ma ha anche chiarito di apprezzare l’effetto ottenuto.
Il percorso tra tentativi e dolore
All’inizio Facchinetti aveva provato le fiale, considerate utili per favorire la crescita naturale dei capelli. Di fronte a risultati che non lo convincevano, si era affidato anche a prodotti in polvere, prima di scegliere la strada chirurgica.
Per il trapianto era volato in Grecia. Il trattamento, ha ricordato in televisione, gli aveva provocato un dolore molto intenso: i capelli venivano prelevati singolarmente e, dopo l’intervento, cadevano prima di ricominciare eventualmente a crescere. Il figlio di Roby Facchinetti ha riassunto con ironia l’origine familiare del problema: «Io sono figlio di mio padre. Lui non mi ha donato la sua voce, ma mi ha donato i pochi capelli».
Come funziona la patch cutanea
La protesi capillare non richiede un intervento chirurgico e serve a coprire le aree diradate o completamente prive di capelli. Per realizzarla si prepara un calco tridimensionale della testa, così da riprodurre la conformazione del cuoio capelluto; i capelli, naturali oppure sintetici, vengono poi inseriti uno alla volta nella membrana seguendo il verso della crescita.
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Il dispositivo viene ancorato alla cute con adesivi specifici, resine o collanti medicali anallergici. In genere resta applicato per circa 3-4 settimane, quindi viene rimosso per consentire la pulizia della pelle e una nuova applicazione. «Ho incontrato la patch cutanea, una membrana con decine di migliaia di capelli veri», ha detto Facchinetti, aggiungendo di sentirsi finalmente a suo agio con il risultato.
La scelta dopo due trapianti
Facchinetti aveva già parlato pubblicamente di questa soluzione nel 2023, dopo aver definito fallimentari due precedenti trapianti. In quell’occasione aveva stimato in «6 mila bulbi e 10 mila euro buttati al vento» il bilancio delle procedure che non avevano risolto il problema.
La patch, invece, gli ha restituito un aspetto che giudica più naturale e soddisfacente. Con una battuta, ha osservato che il nuovo stile gli ricorda i capelli di Enzo Paolo Turchi, ribadendo però di aver scelto un risultato in cui si riconosce.
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