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Cronaca 2 min di lettura3 giorni fa

Fabio Colapietro, tre fermi a Torino: il mistero dei resti nel cemento

La telefonata della madre di un 26enne ha portato la polizia in un alloggio di Borgo Vittoria, dove il corpo del 39enne era stato smembrato e nascosto.

Una telefonata al 112 ha indirizzato gli investigatori verso l'appartamento in cui sono stati rinvenuti i resti di Fabio Colapietro, 39 anni. Per l'omicidio sono state fermate tre persone: un uomo di 26 anni, una donna di 22 e la titolare dell'alloggio, un'insegnante di 47 anni.


La chiamata ha aperto il caso

L'allarme è partito dalla madre del 26enne, che ha contattato i soccorsi riferendo che il figlio aveva ferito qualcuno. La polizia ha raggiunto prima l'abitazione della donna; contemporaneamente, un'altra pattuglia si è diretta verso l'indirizzo indicato dalla famiglia.

A quell'indirizzo, in via Gulli, nel quartiere Borgo Vittoria, ha aperto la porta la proprietaria dell'appartamento. Gli agenti hanno trovato ciò che restava del corpo di Colapietro: alcune parti erano state inserite in sacchi neri, mentre altre si trovavano dentro contenitori ricoperti con cemento a presa rapida.


Accuse pesanti per il 26enne

Il principale indagato è il figlio della donna che ha dato l'allarme, un 26enne italobrasiliano. Secondo quanto ricostruito finora, avrebbe riconosciuto di aver ucciso Colapietro e avrebbe sostenuto che la morte fosse avvenuta durante una rapina degenerata. Nei suoi confronti il fermo riguarda l'omicidio e la soppressione del cadavere.

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Le altre due persone hanno, per ora, contestazioni differenti. La padrona di casa, indicata con le iniziali N.F., è originaria della provincia di Rieti e insegna italiano in una scuola media di Ciriè. A scuola non avrebbe ancora iniziato l'attività per motivi personali. È accusata, insieme alla 22enne italo-filippina, di favoreggiamento e di un ruolo nell'occultamento del corpo.


Ancora da chiarire il movente

Il ritrovamento è avvenuto nella notte compresa fra giovedì e venerdì, ma non è ancora possibile stabilire con precisione quando Colapietro sia stato ucciso né in quale modo. Gli investigatori devono inoltre verificare se lo smembramento e il tentativo di nascondere i resti siano avvenuti nello stesso alloggio.

Resta da ricostruire anche il motivo per cui la vittima, originaria di Settimo Torinese, si fosse recata nell'abitazione di Borgo Vittoria. Su questi passaggi si concentrano ora gli accertamenti, mentre la posizione dei tre fermati dovrà essere valutata dall'autorità giudiziaria.

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