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Cronaca 2 min di lettura4 ore fa

Europa, l’innovazione non basta: la sfida è farla arrivare ai pazienti

Khalil di Lilly chiede un nuovo modello europeo per trasformare ricerca, investimenti e terapie accessibili in risultati concreti per la salute cardiometabolica.

Il futuro degli investimenti sanitari in Europa passa da un coordinamento più efficace tra istituzioni, ricerca, industria e pazienti. È la proposta emersa a Milano durante “State of Health - The Milan Dialogue”, dove Khalil, presidente e amministratore delegato di Lilly Italy Hub, ha indicato nella collaborazione tra i diversi attori la strada per rendere concreto il valore dell’innovazione.


Un modello comune per l’Europa

Secondo Khalil, il continente dovrebbe costruire un assetto organizzativo capace di evitare la sovrapposizione delle norme e di renderle più semplici. Al tavolo dovrebbero sedersi rappresentanti delle istituzioni, economisti, professionisti sanitari, pazienti e aziende, così da individuare una direzione condivisa.

L’obiettivo è fare in modo che le nuove scoperte non rimangano confinate nei laboratori, ma arrivino a chi ne ha bisogno. “Nessuno può chiudere questo divario da solo”, ha affermato Khalil, sottolineando la necessità di un lavoro congiunto tra imprese e istituzioni.


Investimenti attratti dalla coerenza

L’Europa, ha osservato il manager, dispone già di diversi elementi favorevoli allo sviluppo delle scienze della vita: competenze scientifiche, dati, ricercatori e una manifattura avanzata. Per mantenere la propria capacità di attrarre capitali, tuttavia, dovrebbe offrire maggiore coerenza nelle regole e nelle scelte organizzative.

“Gli investimenti arrivano quando sono invitati, ma rimangono quando si sentono accolti”, ha dichiarato Khalil. A suo giudizio, il riconoscimento del contributo sociale dell’innovazione e una maggiore unità tra i Paesi europei sono condizioni decisive per rendere il continente più credibile agli occhi degli investitori.


Il divario nella salute cardiometabolica

La necessità di accelerare il passaggio dalla ricerca alla cura emerge anche dai dati citati durante l’incontro. In Europa soltanto il 12% delle persone con diabete raggiunge contemporaneamente gli obiettivi di controllo della glicemia, della pressione arteriosa e del colesterolo.

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Inoltre, circa 22 milioni di europei convivono con il diabete senza saperlo. Per questo, il confronto milanese ha esaminato il ruolo della salute cardiometabolica lungo l’intero percorso, dalla prevenzione alla diagnosi precoce fino alla possibilità di accedere alle terapie più recenti.


La salute al centro della competitività

L’appuntamento ha collegato questi temi alla resilienza e alla competitività dei Paesi europei. La disponibilità di innovazioni, infatti, viene presentata come un fattore legato non soltanto alla cura delle persone, ma anche alla capacità dei sistemi nazionali di affrontare le sfide future.

Durante “State of Health - The Milan Dialogue” è stata quindi discussa l’ipotesi di una proposta concreta per aiutare l’Europa a organizzarsi in modo più efficace e a cogliere nuove opportunità di investimento. La priorità indicata da Lilly resta quella di trasformare il progresso scientifico in benefici realmente raggiungibili dai pazienti.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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