Etna, monossido nell’hotel: la procura stringe sul decesso del turista
A Catania gli inquirenti cercano il punto esatto della fuga di gas e collegano l’indagine anche alla morte di un 66enne di Singapore, mentre l’intera struttura è stata sequestrata.
La vicenda dell’albergo Rifugio Sapienza, sull’Etna, non riguarda più soltanto i 32 ospiti e i sei dipendenti finiti a cura per l’intossicazione: la Procura di Catania sta infatti verificando anche se la morte di un turista sia legata allo stesso episodio. L’uomo, 66 anni, era originario di Singapore ed era deceduto il 16 settembre.
L’ipotesi degli inquirenti
Per i magistrati l’obiettivo è duplice: ricostruire da dove sia partita la dispersione di monossido di carbonio e capire se il decesso del visitatore sia stato causato dall’esposizione al gas. Sul caso lavorano il procuratore Francesco Curcio, l’aggiunto Fabio Scavone e la sostituta Chiara Milazzo, che hanno disposto il sequestro probatorio dell’intera struttura ricettiva e l’autopsia sul corpo del turista.
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Caldaia sotto osservazione
Dalle prime verifiche dei vigili del fuoco emerge l’ipotesi di un guasto al sistema di evacuazione dei gas combustibili di una caldaia a GPL collocata nei locali cucina, sotto le camere coinvolte. Proprio da lì, secondo quanto accertato finora, potrebbe essere partita la fuoriuscita che ha raggiunto gli ambienti occupati dagli ospiti poi trasferiti all’ospedale Cannizzaro di Catania.
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