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Cronaca 2 min di lettura32 min fa

Ericsson, il Salone diventa il teatro della protesta: 131 licenziamenti

I lavoratori hanno manifestato davanti ai cancelli durante il Salone nautico di Genova, mentre cresce l’attesa per il confronto al ministero del 5 ottobre.

Il Salone nautico internazionale di Genova si è trasformato nel punto di massima visibilità della vertenza Ericsson. Davanti agli ingressi, i dipendenti hanno esposto cartelli contro i 131 licenziamenti annunciati dall’azienda svedese, tra cui uno con la scritta “Naufragio Ericsson Italia”. La protesta si è svolta anche in attesa dell’arrivo della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.


La mobilitazione cerca risposte concrete

Per Sonia Montaldo, segretaria generale di Slc Cgil, la scelta del luogo non è casuale: la presenza di rappresentanti istituzionali e politici può riportare l’attenzione sulla crisi occupazionale. La sindacalista ha ricordato che il confronto al ministero è fissato per il 5 ottobre e che il sindacato guarda a quell’appuntamento come a un passaggio importante.

Montaldo ha inoltre riferito che, nella commissione riunita il giorno precedente, Ericsson non avrebbe risposto nemmeno alle domande poste dai parlamentari. La richiesta dei lavoratori resta il ritiro della procedura di licenziamento, che secondo il sindacato sarebbe viziata da un’irregolarità formale legata alla mancata comunicazione preventiva. “Deve essere revocata senza se e senza ma”, ha affermato Montaldo, auspicando anche un intervento del ministro Adolfo Urso.


Bucci difende il futuro genovese

Durante il presidio è intervenuto anche Marco Bucci, presidente della Regione Liguria. Rivolgendosi ai dipendenti, ha sostenuto che Genova non può perdere una realtà industriale di questo rilievo e ha chiesto garanzie sulla permanenza dell’azienda sul territorio.

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Bucci ha aggiunto che, qualora una divisione di prodotto venisse soppressa, dovrebbe essere sostituita da una nuova attività. “Non possiamo consentire che una azienda importante come Ericsson vada via da Genova”, ha detto, chiedendo non soltanto la conferma della presenza dell’impresa, ma anche un impegno sul mantenimento delle attività produttive.


Il prossimo appuntamento è il 5 ottobre

La vertenza proseguirà intanto con nuove iniziative di protesta. I lavoratori e le organizzazioni sindacali hanno annunciato un’ulteriore giornata di sciopero per il 7, mentre resta centrale l’incontro convocato al ministero due giorni prima.

L’obiettivo della mobilitazione è spingere l’azienda a ritirare i 131 licenziamenti e riaprire il confronto sul futuro della sede genovese. Il presidio al Salone ha così portato la questione davanti a istituzioni e visitatori, aumentando la pressione in vista del tavolo ministeriale.

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