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Cronaca 1 min di lettura6 giorni fa

Eredità Dolly Parton, il nipote finisce nel mirino per minacce e soldi

Danny Nozell ha portato in tribunale Bryan Seaver, accusandolo di pressioni e richieste estorsive nel mezzo della partita sull’impero della cantante.

Mentre si decide chi controllerà il patrimonio di Dolly Parton, lo scontro familiare è già entrato nelle aule giudiziarie. A finire sotto accusa è Bryan Seaver, nipote della cantante ed ex responsabile della sicurezza, indicato dal manager storico della star come autore di minacce ed estorsione.


La battaglia si sposta in tribunale

La contestazione compare in una richiesta di ordine restrittivo depositata alla Davidson County Chancery Court di Nashville da Shès Alive, la struttura che segue le attività imprenditoriali della cantante. A presentarla è stato Danny Nozell, che guida la società e che parla di una pressione crescente sul fronte dell’eredità.


I messaggi che pesano sulla causa

Secondo i documenti giudiziari, Seaver è stato allontanato la scorsa settimana dal ruolo legato alla protezione delle proprietà della cantante. Nella stessa denuncia viene descritto come protagonista di una «campagna oscena, deliberata e sempre più aggressiva di minacce» finalizzata a ottenere denaro dal lascito di Parton.

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A sostegno della richiesta sono stati allegati anche alcuni messaggi attribuiti a Bryan Seaver. In uno di questi, rivolto a uno dei partner commerciali di Dollywood, comparirebbe la frase: «Diventerò la mano della vendetta per tutta la mia famiglia».


L’impero lasciato dalla cantante

La disputa ruota attorno a un patrimonio che comprende Dollywood, il Songteller Hotel e il museo Life of Many Colors, previsto in apertura questo mese. Parton è morta il 25 agosto, all’età di 80 anni, e ora la gestione dei suoi affari è al centro di una contesa sempre più aspra.

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