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Cronaca 1 min di lettura54 min fa

Embrione scambiato, l’accusa del legale: «Dall’Asl nessun contatto»

La coppia napoletana chiede spiegazioni dopo la nascita di una bambina non compatibile geneticamente e teme nuovi casi nel centro coinvolto.

La coppia napoletana sottoposta alla fecondazione in vitro attende ancora un confronto con le istituzioni dopo aver scoperto che la bambina partorita non è geneticamente sua. Il loro avvocato Francesco Petruzzi sostiene che la relazione del medico legale abbia confermato lo scambio di embrioni e denuncia l’assenza di contatti da parte delle autorità sanitarie.

La vicenda, già considerata eccezionale per il passaggio dell’embrione da una paziente all’altra, ha alimentato anche l’ansia delle altre coppie seguite nella stessa struttura. Il legale chiede inoltre l’intervento di Fico per favorire un chiarimento.

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Il legale denuncia il silenzio istituzionale

Secondo Petruzzi, né la direzione dell’Asl competente né il presidente della Regione avrebbero cercato un incontro con la famiglia. L’avvocato ha definito questa mancata iniziativa «estremamente grave» e ha sollecitato un confronto diretto per ricostruire quanto accaduto.

La richiesta è rivolta anche alla direzione dell’ospedale e all’amministrazione regionale. L’obiettivo indicato dalla coppia è ottenere un incontro chiarificatore dopo la conclusione a cui sarebbe giunta la consulenza medico-legale: l’embrione trasferito durante il trattamento non sarebbe stato quello appartenente alla famiglia.

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Paura per le altre coppie assistite

L’episodio non riguarda soltanto i genitori della bambina. Dopo la notizia, anche le altre coppie che si erano affidate allo stesso centro di procreazione medicalmente assistita temono che i propri embrioni possano essere stati impiantati, per errore, in altre pazienti.

Petruzzi ha sottolineato la straordinarietà del caso, descrivendolo come uno scambio avvenuto non alla nascita, ma direttamente nell’utero. Proprio per questo, secondo il legale, è necessario convocare rapidamente le persone coinvolte e fornire chiarimenti sulla gestione degli embrioni nel centro.

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