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Cronaca 3 min di lettura2 ore fa

Ecoansia a scuola: il 95% dei bambini teme il clima, ma vuole reagire

La nuova fase del progetto di Sanpellegrino, ScuolAttiva Ets e Università di Pavia offre agli insegnanti strumenti per trasformare la paura ambientale in partecipazione.

«I dati ci dicono che la scuola è già un interlocutore centrale quando si parla di ambiente, salute e benessere dei bambini», ha spiegato Livio Provenzi, direttore del Laboratorio di Psicobiologia dello Sviluppo dell’Università di Pavia e dell’IRCCS Fondazione Mondino Pavia. Secondo il ricercatore, per rendere davvero efficaci questi percorsi servono alleanze tra istituzioni, comunità scolastica e ricerca, senza affidare ogni iniziativa alla sola disponibilità dei docenti.

Il coinvolgimento degli insegnanti è infatti il passaggio decisivo individuato da “A Scuola di Acqua – Sete di Futuro”. «Quando il 79% dei bambini ci dice che “possiamo migliorare insieme” il futuro della Terra, è forse il risultato più importante», ha osservato Simona Frassone, direttrice generale e cofondatrice di ScuolAttiva Ets. Il progetto punta ora a estendere a un numero crescente di classi gli strumenti già sperimentati.


Dalla paura a comportamenti concreti

L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra Sanpellegrino, ScuolAttiva Ets e Università di Pavia e mette in relazione educazione ambientale, dimensione emotiva e benessere. L’obiettivo è aiutare bambine e bambini a comprendere la crisi climatica senza alimentare allarmismo o sentimenti di impotenza, accompagnandoli verso una maggiore consapevolezza e la possibilità di agire.

Il percorso è iniziato nel 2024 con una ricerca sull’ecoansia in età pediatrica, realizzata dall’Università di Pavia e allora indicata come la prima italiana sul tema. I risultati, illustrati al Senato nel marzo 2025, hanno mostrato che il 95% degli alunni coinvolti guarda con preoccupazione al futuro dell’ambiente. Per il 40% sono emersi anche effetti sul piano emotivo, mentre il 95,6% ha manifestato un forte senso di responsabilità e il 97,2% ha dichiarato di credere nella propria capacità di contribuire al cambiamento.


Gli insegnanti cambiano approccio

Alla fase di ascolto è seguita una sperimentazione rivolta a docenti e classi. Sono stati messi a disposizione un corso di formazione riconosciuto sulla piattaforma S.O.F.I.A., il “Kit educativo: dall’ecoansia alla consapevolezza”, schede organizzate per fasce d’età, attività operative e laboratori svolti sia in presenza sia a distanza.

Una successiva indagine ha raccolto il punto di vista degli insegnanti. L’81% considera essenziale accompagnare le preoccupazioni degli alunni verso iniziative positive, mentre il 75% ritiene di avere acquisito strumenti utili per evitare una narrazione esclusivamente catastrofica del cambiamento climatico. Le ricadute osservate nelle classi riguardano anche le relazioni: il 78,8% dei bambini ha mostrato più empatia verso animali, piante e paesaggi, mentre il 75,8% ha partecipato con maggiore collaborazione alle attività di gruppo.

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Un progetto da portare oltre la sperimentazione

Il 97% dei docenti coinvolti raccomanderebbe il percorso e il relativo kit ad altri colleghi. Il dato sostiene l’idea di rendere questi materiali facilmente utilizzabili e riproducibili in scuole con caratteristiche differenti, così da non limitare l’esperienza ai contesti nei quali è stata avviata.

La nuova fase è stata illustrata da Livio Provenzi e discussa insieme a Fabiana Marchini, responsabile degli Affari societari e della sostenibilità del Gruppo Sanpellegrino, Simona Frassone e Sonia Brescianini, del Centro di riferimento per le Scienze comportamentali e la Salute mentale dell’Istituto superiore di sanità. L’incontro si è svolto nella Sala “Caduti di Nassiriya” di Palazzo Madama, durante l’evento “Educare alla sostenibilità: il ruolo della scuola nella risposta alla sfida climatica”, promosso da Simona Malpezzi, vicepresidente della Commissione parlamentare per l’Infanzia e l’adolescenza.


Il confronto istituzionale sul clima

Alla riunione ha preso parte anche Paola Frassinetti, sottosegretaria all’Istruzione e al Merito, insieme alla senatrice Cecilia d’Elia e ai senatori Luca Pirondini e Mario Occhiuto. Nel corso dell’appuntamento è stato ribadito il ruolo della scuola nel fornire conoscenze affidabili e nel sostenere la crescita emotiva dei più giovani.

«Formare gli insegnanti e dare loro strumenti adeguati significa aiutare bambini e ragazzi non solo a comprendere ciò che sta accadendo, ma anche a sentirsi parte del cambiamento», ha dichiarato Malpezzi. Marchini ha sottolineato che la collaborazione tra scuola, ricerca e impresa consente di proporre attività capaci di rafforzare fiducia, consapevolezza e partecipazione, mantenendo al centro il valore dell’acqua, della natura e delle risorse ambientali.

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