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Cronaca 1 min di lettura12 ott

È vivo, ma resta bloccato: lo scavo nella grotta di Gorropeddu

Il 31enne di Sassari è cosciente dopo circa 20 ore sotto i detriti: i soccorritori lavorano in uno spazio instabile per liberarlo

Il giovane speleologo sassarese, 31 anni, è vivo e cosciente, ma rimane intrappolato nella grotta di Gorropeddu, nel territorio di Urzulei. Dopo circa 20 ore dall'evento, le squadre di soccorso hanno raggiunto il cunicolo in cui l'uomo è bloccato e stanno cercando di liberarlo dalla terra e dalle pietre.

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Il cunicolo resta il punto critico

L'accesso alla cavità è stato sgomberato durante la mattinata, dopo una notte di interventi cominciati nel pomeriggio precedente. Le pareti dell'ingresso sono state inoltre stabilizzate per ridurre il rischio di nuovi cedimenti, mentre l'attenzione si è spostata sul tratto più stretto e delicato della grotta.

In quel punto i soccorritori dispongono di un'area di lavoro di circa 1,5 metri per 1,5 metri. La rimozione dei detriti viene eseguita a mano, procedendo con estrema cautela perché l'ambiente è ancora caratterizzato da una forte instabilità.


Scavo lento per evitare altri crolli

Ogni avanzamento richiede anche il rinforzo delle pareti. I tecnici collocano tavole di contenimento per sostenere il materiale circostante e creare condizioni più sicure mentre cercano di avvicinarsi al 31enne.

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Sul posto operano 48 specialisti del Soccorso alpino e speleologico della Sardegna, affiancati da 30 vigili del fuoco appartenenti ai nuclei Usar-M, Saf e Tas. Alle attività contribuisce anche la Protezione civile di Dorgali.


Attrezzature in arrivo dall'alto

È previsto a breve l'intervento di un elicottero, incaricato di portare nella zona ulteriori strumenti e materiali destinati al consolidamento della cavità. Le nuove forniture dovrebbero sostenere il lavoro nelle fasi successive dello scavo.

L'obiettivo immediato è raggiungere completamente lo speleologo e rimuovere il materiale che lo tiene sotto i detriti. Le operazioni proseguono quindi nel cunicolo, con un intervento manuale condizionato dagli spazi ridotti e dalla necessità di prevenire ulteriori frane.

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