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Cronaca 2 min di lettura1 ott

Due agguati a Roma, le telecamere cercano il filo comune

Un ferito grave trovato in un carrello e un uomo morto in un parco: la vicinanza tra i luoghi alimenta l’ipotesi di un unico regolamento di conti.

Le immagini registrate nella zona potrebbero chiarire cosa sia accaduto tra Tor Sapienza e La Rustica. Carabinieri e polizia stanno passando al vaglio i filmati raccolti nei pressi di abitazioni, locali e attività commerciali, mentre l’area è caratterizzata soprattutto da capannoni, autorimesse, aziende di trasporto e uffici.


Le telecamere cercano una svolta

Gli investigatori stanno verificando se le riprese abbiano immortalato persone o veicoli presenti nei due punti interessati dagli agguati. Al momento, però, non sono emersi elementi pubblici in grado di confermare con certezza un legame tra i fatti.

La distanza ridotta resta uno degli aspetti più rilevanti dell’indagine: i luoghi dei due episodi si trovano a circa 10 minuti a piedi. Per questo gli inquirenti stanno ricostruendo con attenzione gli spostamenti avvenuti nella zona durante la giornata di mercoledì 30 settembre.


Un ferito dentro un carrello

In via Raffaele Costi, a Tor Sapienza, un cittadino nigeriano di 42 anni è stato aggredito con un coltello. Dopo l’attacco, qualcuno lo ha lasciato all’interno di un carrello della spesa.

L’uomo è stato soccorso e trasferito in codice rosso al Policlinico Pertini. Le sue condizioni sono gravi e la prognosi resta riservata; gli investigatori stanno cercando di capire dove e per quale motivo sia avvenuta l’aggressione.

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Il corpo trovato nel parco

Poche ore dopo, nel parco Fabio Montagna, a La Rustica, un passante ha notato il cadavere di un uomo di circa 30 anni, originario dell’Africa, e ha dato l’allarme. Per la vittima, conosciuta con il nome di Sami, i soccorsi non hanno potuto fare nulla.

Sul corpo sono state rilevate ferite all’addome e alle gambe. La procura e gli investigatori devono ora stabilire se l’omicidio sia maturato nello stesso contesto dell’accoltellamento avvenuto poco prima.


L’ipotesi dello scontro interno

Una delle piste conduce allo sgombero del cosiddetto “palazzo della droga” di via Cesare Tallone. Chi indaga valuta la possibilità che, dopo quell’intervento, siano sorti contrasti tra persone legate alle attività illecite presenti nella struttura.

Per ora appare meno probabile l’idea di ronde violente organizzate nell’area, anche se non è stata completamente accantonata. Tra le ipotesi considerate figura invece una disputa interna, forse connessa alla divisione di refurtiva o delle dosi che venivano movimentate nell’edificio.

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