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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Droni, guerra ibrida e futuro: così cambierà l’Esercito entro il 2040

Carmine Masiello indica la strada per una forza armata pronta ai nuovi conflitti, tra sistemi autonomi, valori tradizionali e cooperazione europea.

L’instabilità internazionale impone all’Europa di rafforzare la propria dimensione politica e strategica. Vittorio Emanuele Parsi, accademico dell’Università Cattolica di Milano, ha collegato la sicurezza italiana a quella degli altri Paesi europei e alla solidità delle istituzioni democratiche, indicando nell’incertezza sul ruolo degli Stati Uniti una delle principali variabili dello scenario attuale.

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L’Europa cerca una nuova sicurezza

Secondo Parsi, una maggiore integrazione tra gli Stati membri rappresenta il passaggio necessario per arrivare, in prospettiva, a vere forze armate europee. Il quadro internazionale, ha spiegato, attraversa una fase di ridefinizione degli equilibri, nella quale le scelte dei singoli Paesi non possono più essere considerate isolate.

Sul versante industriale, Lorenzo Mariani, amministratore delegato di Leonardo, ha richiamato l’esigenza di potenziare la capacità produttiva nazionale. La diffusione dei droni, la guerra ibrida e l’evoluzione dei sistemi di combattimento richiedono investimenti costanti, oltre a un coordinamento più stretto tra i Paesi europei nel settore della difesa.


Il salto tecnologico dell’Esercito

Per Carmine Masiello, capo di Stato maggiore dell’Esercito, le trasformazioni in corso impongono di abbandonare modelli organizzativi ormai superati. Le esperienze maturate nella guerra in Ucraina mostrano quanto rapidamente possano cambiare strumenti, tattiche e modalità operative.

«Dobbiamo superare gli schemi tradizionali e immaginare fin da oggi l’esercito del 2040 con un ruolo crescente di droni e sistemi autonomi, il cambiamento non è mai stato come adesso», ha affermato Masiello. Il generale ha inoltre sottolineato che la forza armata è tornata a confrontarsi concretamente con la prospettiva della guerra: occorre quindi prepararsi, pur augurandosi che non si arrivi mai al suo impiego.

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Tecnologia e valori devono convivere

Nel ragionamento del capo di Stato maggiore, l’innovazione non può però cancellare l’identità militare. «Un esercito non è un esercito senza valori», ha detto Masiello, ricordando che questa identità comprende il personale, i mezzi, le missioni e le competenze operative.

Isabella Rauti, sottosegretaria di Stato alla Difesa, ha espresso una posizione analoga: una forza armata sempre più tecnologica deve restare legata alla propria storia e ai principi che ne orientano il servizio. Ha inoltre richiamato il concetto di difesa totale, basato sulla partecipazione coordinata dei diversi soggetti che compongono il sistema nazionale della sicurezza.


Il calendario racconta le persone

Le riflessioni sono emerse durante la presentazione del Calendesercito, l’edizione 2027 del calendario realizzato interamente dal personale dell’Esercito. Il progetto mette in relazione passato, presente e futuro della forza armata attraverso le esperienze professionali e umane di donne e uomini in uniforme.

Rauti ha evidenziato che il filo conduttore dell’iniziativa è rappresentato dai «volti», intesi come testimonianze di percorsi militari e personali. Il calendario guarda anche alle nuove generazioni e ai motivi che spingono a scegliere la divisa, mentre Masiello ha ribadito che il futuro tecnologico dell’Esercito dovrà procedere insieme alla consapevolezza del ruolo e della responsabilità affidati a chi ne fa parte.

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