Dottorato, la svolta del Campus Bio-Medico: ricerca oltre i laboratori
Marco Paggi guiderà la nuova Scuola di Dottorato del Campus Bio-Medico, con l’obiettivo di rafforzare i legami internazionali e trasformare le idee scientifiche in innovazione.
A rafforzare il progetto sarà Marco Paggi, scelto come direttore della Scuola di Dottorato dell’Università Campus Bio-Medico di Roma. Già prorettore vicario dell’Imt di Lucca, porterà nel nuovo incarico competenze considerate strategiche per lo sviluppo dell’attività accademica.
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Paggi al centro della nuova sfida
Secondo Rocco Papalia, rettore dell’ateneo romano, l’arrivo di Paggi potrà imprimere maggiore slancio alla struttura e sostenere il lavoro dell’intera squadra. Il suo contributo dovrebbe favorire una dimensione più internazionale dei percorsi di dottorato.
L’obiettivo non riguarda soltanto i rapporti con altri ambienti di ricerca. La presenza di competenze diverse viene indicata come uno strumento per stimolare il confronto, ampliare le prospettive dei dottorandi e accompagnare i ricercatori verso risultati più ambiziosi.
Dalla ricerca alle applicazioni
Nel progetto del Campus Bio-Medico, la formazione scientifica dovrà procedere insieme alla capacità di sviluppare idee con ricadute concrete. I ricercatori saranno chiamati a lavorare anche su soluzioni innovative, potenzialmente traducibili in brevetti, nuove imprese nate dalla ricerca e attività di trasferimento tecnologico.
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Papalia ha sottolineato proprio questo passaggio durante l’iniziativa “Shaping What’s Next, Dare forma al futuro”, ospitata al Centro Congressi La Nuvola di Roma. La Scuola di Dottorato viene così presentata come uno spazio in cui la preparazione accademica può collegarsi alla valorizzazione dei risultati scientifici.
Un nuovo assetto per il Campus
La scelta di inserire Paggi nella struttura organizzativa rappresenta uno degli elementi del percorso avviato dall’università. Per il rettore, il nuovo direttore potrà contribuire a rendere più solida la rete con altri ricercatori e istituzioni, rafforzando la contaminazione tra competenze.
L’ateneo intende quindi collocare la propria Scuola di Dottorato in un quadro segnato da apertura internazionale, formazione avanzata e attenzione all’innovazione. Papalia ha definito la presentazione dell’iniziativa un momento significativo per l’università e per il suo sistema di ricerca.
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