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Cronaca 2 min di lettura53 min fa

Campus Bio-Medico, il dottorato guarda oltreconfine: 100 accordi

La nuova scuola di dottorato punta a rafforzare scambi, ricerca e formazione umana attraverso una rete internazionale già composta da oltre 100 istituzioni.

Più di 100 accordi internazionali costituiscono la base sulla quale l’Università Campus Bio-Medico di Roma intende costruire la nuova scuola di dottorato. L’obiettivo è offrire ai giovani ricercatori occasioni concrete di mobilità e collaborazione, favorendo allo stesso tempo l’arrivo di studenti e studiosi stranieri.

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Una rete per la ricerca

La scuola è stata presentata al Centro Congressi La Nuvola, a Roma, durante l’evento “Dare forma al futuro”. Simonetta Filippi, prorettrice all’Internazionalizzazione dell’ateneo, ha spiegato che la scelta della sede vuole sottolineare la dimensione internazionale del progetto e ampliare le opportunità di confronto per studenti e docenti.

«La scuola di dottorato rappresenta l’occasione per un’internazionalizzazione vera», ha affermato Filippi. I dottorandi potranno trascorrere periodi nelle istituzioni collegate all’università, mentre il Campus Bio-Medico potrà accogliere ricercatori e studenti provenienti dagli atenei partner, con l’intento di sviluppare rapporti di ricerca stabili nel tempo.

Secondo la prorettrice, i risultati più significativi nella scienza e nella tecnologia nascono anche dalla qualità dei rapporti tra le persone. Per questo la nuova iniziativa non viene presentata soltanto come uno strumento accademico, ma come uno spazio capace di unire cooperazione scientifica e relazioni umane.

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La persona al centro dell’innovazione

La visione dell’ateneo è riassunta nella formula “La Scienza per l’Uomo”, richiamata da Filippi come un principio da applicare quotidianamente e non come un semplice messaggio istituzionale. La formazione dei giovani dovrebbe quindi comprendere sia le competenze professionali e scientifiche sia la crescita personale.

In questo quadro rientra anche il dibattito sull’intelligenza artificiale. Filippi ha osservato che l’eccellenza tecnologica non deve essere separata dalla responsabilità verso l’uomo: proprio l’intelligenza artificiale può diventare un’occasione per valorizzare il ruolo di ricercatori e studenti, insieme alla loro preparazione umana e professionale.

La nuova scuola di dottorato si inserisce così in una riflessione più ampia, già presente nel confronto internazionale, sul rapporto tra progresso scientifico, innovazione e centralità della persona.

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