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Cronaca 1 min di lettura1 ora fa

Dopo il 17 ottobre, le chat rilanciano: «Il 24 sarà di fuoco»

Nei gruppi online circolano appelli per nuove proteste, minacce e falsi allarmi: tra immagini di scontri e proclami, cresce la confusione sulle manifestazioni.

Il 17 ottobre viene descritto nelle conversazioni online come una semplice prova generale. In vista del 24 ottobre, alcuni utenti rilanciano messaggi dai toni sempre più aggressivi, mentre altri insistono sulla necessità di scendere in piazza contro il caro-vita senza ricorrere alla violenza.

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Le chat alzano il livello dello scontro

Su Telegram, nei messaggi protetti di Session e nei commenti ai video pubblicati su TikTok, si mescolano annunci di mobilitazione, immagini di maschere antigas e fotografie di barricate. Il materiale condiviso alterna scene di disordini a contenuti legati al videogioco Fortnite, componendo un racconto digitale nel quale protesta reale e rappresentazione virtuale finiscono per sovrapporsi.

Tra i messaggi compaiono frasi come «Il 17 ottobre? Era un assaggio» e «È solo l’inizio e faremo di peggio». In altri interventi si evoca un nuovo «sabato di fuoco» e persino «uno scenario di guerra», con reazioni che arrivano a esprimere sostegno a questa prospettiva.


Appelli pacifici e proclami falsi

Accanto ai toni minacciosi circolano richiami a manifestazioni pacifiche, presentate come una risposta al rincaro della vita. Il quadro, però, appare frammentato: nelle stesse reti si affacciano gruppi neofascisti, utenti che si attribuiscono il ruolo di controllori della rete e numerosi annunci privi di riscontri.

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La diffusione di informazioni non verificate ha già prodotto conseguenze concrete. A Cremona un falso allarme ha tenuto la città bloccata per ore, mostrando come anche un proclama infondato possa generare paura e disagi al di fuori degli schermi.

Per il 24 ottobre, dunque, le conversazioni non restituiscono un programma unico né un’organizzazione omogenea. Mostrano piuttosto un insieme di appelli, minacce, immagini e voci incontrollate, nel quale le intenzioni pacifiche convivono con l’esaltazione degli scontri.

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